L’Italia e la banda larga

Il governo sta attuando una politica di semplificazione dei servizi trasferendo molte cose sul web. Sarebbe una buona cosa, se non fosse che 7,5 milioni di italiani non sono raggiunti da internet o hanno una connessione lentissima. Questo è ciò che si evince dal rapporto Caio.

Nel rapporto Caio vengono elencate varie soluzioni per ovviare a questo problema. Il piano più realistico è quello più economico da 1,3 miliardi di euro che prevede investimenti nelle tecnologie fisse e mobile allo scopo di raggiungere una copertura del 99% della popolazione entro il 2012 con una banda di almeno 2 mega.

Per molti di noi però il sogno è rappresentato dal piano “per avere la leadership europea”. Questo piano prevede di coprire 100 città con la fibra ottica e la creazione di una rete nazionale integrata di fibra e rame costruita intorno alla struttura di rete di Telecom Italia. A questo “super piano” si aggiungono altri due. Il piano B, intitolato “per non arretrare in Europa”, prevede solo la creazione di una nuova rete in fibra, mentre il piano C prevede la costruzione di reti in fibra da parte dei privati. E il WiMax?

Molti non sanno che il WiMax permette di portare la banda via “onde radio”. Nel febbraio del 2008 lo Stato ha fatto un’asta per vendere le frequenze radio. Da quest’asta lo Stato ha incassato 136 milioni di euro. Molti operatori che si sono aggiudicati le licenze per il WiMax non hanno fatto nulla per diffondere questa tecnologia. Telecom, dopo essersi accordata con Aria(un'altra vincitrice di frequenze), ha dichiarato che il WiMax verrà lanciato non prima del 2010.

Molti italiani allora si sono buttati sulla tecnologia UMTS per collegarsi ad internet. Ma anche qui le cose non vanno tanto bene, perché anche qui la copertura non è totale e in molti casi quando è presente non raggiunge la velocità professata degli operatori(Tim, Tre, Vodafone, Wind). Comunque, se volete approfondire l’argomento vi consiglio di leggere l’articolo “Prove di banda larga” dal sito di Altroconsumo.

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