Una falsa perizia scagiona Bidognetti e Cimmino

La lotta alla criminalità organizzata è una battaglia che difficilmente verrà vinta. Questo mio pessimismo nasce leggendo ciò che accade in Italia nelle varie aule di tribunale.

La “malavita” ha uomini infiltrati dappertutto e la giustizia è ormai troppo aleatoria. Basta un niente per scagionare dei criminali e dei malavitosi. Da “guinness dei primati” la scarcerazione del figlio del boss Di Lauro per la mancanza di un paragrafo nell’ordinanza di custodia cautelare avvenuta nel giugno del 2006.

E’ di oggi la notizia di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dalla Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di Alberto Alfio Natale Fichera per una falsa perizia. La DDA, in base ad alcune dichiarazione dei pentiti, ha rilevato che il Fichera avrebbe ricevuto una somma di denaro per modificare una perizia. La perizia in questione è un’intercettazione telefonica relativa al duplice omicidio di Enrico Ruffano e Giuseppe Consiglio avvenuto a Chiaiano il 28 aprile 1999.

Il Fichera attestò che le voci ascoltate non erano di Aniello Bidognetti e Vincenzo Tammaro. I due così sono stati scagionati dall’accusa di duplice omicidio e adesso non possono essere di nuovo processati per lo stesso processo. Un nuovo gruppo di consulenti ha attestato che le voci nell’intercettazioni erano quelli dei due indagati.


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