La carta dei cento per il libero Wi-Fi

image Alcuni mesi fa nel post “Le limitazioni del Wi-Fi in Italia” vi ho fatto notare come il nostro paese sia indietro sulla diffusione dei servizi Wi-Fi pubblici rispetto al resto d’Europa.

La colpa di questa arretratezza è dovuta alla legge Pisanu del 2005, la quale prevede per i fornitori del servizio l’identificazione univoca del cliente connesso e il mantenimento dei log con i dati del traffico internet. E’ inutile dirvi che questa limitazione influisce negativamente anche sul turismo. Non a caso il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, ha proposto la semplificazione dell’accesso a internet ai turisti per essere più competitivi.

Nei giorni scorsi Guido Scorza, Alessandro Gilioli, Sergio Maistrello e Raffaele Bianco hanno creato la “Carta per la liberazione dell’Wi-Fi italiano”. Ha aderito a questa “carta” anche Claudio Messora di Byblu. Condivido anch’io questo “progetto”. Per questo vi riporto il testo de “La carta dei cento per il libero Wi-Fi”.

Il 31 dicembre 2009 sono in scadenza alcune disposizioni del cosiddetto Decreto Pisanu (”Misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale”) che assoggettano la concessione dell’accesso a Internet nei pubblici esercizi a una serie di obblighi quali la richiesta di una speciale licenza al questore.

Lo stesso Decreto, inoltre, obbliga i gestori di tutti gli esercizi pubblici che offrono accesso a Internet all’identificazione degli utenti tramite documento d’identità .

Queste norme furono introdotte per decreto pochi giorni dopo gli attentati terroristici di Londra del luglio 2005, senza alcuna analisi d’impatto economico-sociale e senza discussione pubblica. Doveva essere provvisoria, ed è infatti già scaduta due volte (fine 2007 e fine 2008) ma è stata due volte prorogata.

Si tratta di norme che non hanno alcun corrispettivo in nessun Paese democratico; nemmeno il Patriot Act USA, approvato dopo l’11 settembre 2001, prevede l’identificazione di chi si connette a Internet da una postazione pubblica.

Tra gli effetti di queste norme, ce n’è uno in particolare: il freno alla diffusione di Internet via Wi-Fi, cioè senza fili. Gli oneri causati dall’obbligo di identificare i fruitori del servizio sono infatti un gigantesco disincentivo a creare reti wireless aperte.

Non a caso l’Italia ha 4,806 accessi WiFi mentre in Francia ce ne sono cinque volte di più.

Questa legge ha assestato un colpo durissimo alle potenzialità di crescita tecnologica e culturale di un paese già in ritardo su tutti gli indici internazionali della connettività a Internet.

Nel mondo la Rete si apre sempre di più, grazie alle tecnologie wireless e ai tanti punti di accesso condivisi liberamente da privati, da istituzioni e da locali pubblici: in Italia invece abbiamo imposto lucchetti e procedure artificiali, contrarie alla sua immediatezza ed efficacia e onerose anche da un punto di vista economico.

Questa politica rappresenta una limitazione nei fatti al diritto dei cittadini all’accesso alla Rete e un ostacolo per la crescita civile, democratica, scientifica ed economica del nostro Paese.

Per questo, in vista della nuova scadenza del 31 dicembre, chiediamo al governo e al parlamento di non prorogare l’efficacia delle disposizioni del Decreto Pisanu in scadenza e di abrogare la previsione relativa all’obbligo di identificazione degli utenti contribuendo così a promuovere la diffusione della Rete senza fili per tutti.

La carta dei cento per il libero Wi-Fi

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