Nella requisitoria le prove dei contatti tra Cosa Nostra e Dell’Utri

Marcello Dell'Utri Nella requisitoria finale del processo d’Appello contro Marcello Dell’Utri, il Procuratore Generale di Palermo, Nino Gatto, sostiene che esistono prove tangibili dei rapporti tra il senatore del PDL e importanti elementi di spicco legati a Cosa Nostra, soprattutto i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano.

Dell’Utri, già condannato in primo grado a nove anni e sei mesi di reclusione, ha più volte smentito di aver incontrato “esponenti” di Cosa Nostra. Ma secondo il Procuratore Generale Gatto le cose sono andate diversamente.

Nel 1974 ci fu un incontro alla Edilnord(la principale azienda di Berlusconi) tra Dell’Utri e i boss Stefano Bontate, Mimmo Teresi, Tanino Cinà e Di Carlo. Secondo l'accusa vi sarebbe prova, anche grazie ai riscontri delle dichiarazioni del collaboratore Nino Giuffré, di contatti tra Filippo Graviano e Dell'Utri fino all'arresto avvenuto proprio a Milano al termine di una lunga latitanza.

Nella parte successiva della requisitoria, si passa all’aspetto politico. Totò Riina e Leoluca Bagarella volevano fondare “Sicilia Libera”, una movimento politico di ispirazione autonomista. Dell’Utri avrebbe trattato per dirottare il “progetto” Sicilia Libera verso Forza Italia. Il PG Nino Gatto racconta, attraverso la ricostruzione del pentito Nino Giuffé, che anche Provenzano uscì allo scoperto e dichiarò “Votiamo Forza Italia, ci possiamo fidare”.

Credits: IDV Channel.

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