Il governo presenta gli emendamenti al DDL intercettazioni

Intercettazioni Mercoledì 28 aprile alle ore 8:30, molto probabilmente al Senato si voteranno gli emendamenti sul DDL intercettazioni.

Oggi(20 aprile), il governo e la maggioranza hanno presentato 12 emendamenti.

Chi pubblicherà in parte o completamente il testo o l’audio delle intercettazioni verrà punito con 2 mesi di reclusione o con un ammenda che può variare dai 2 ai 20 mila euro. D’ora in poi sarà il tribunale a decidere l’applicabilità delle intercettazioni, e non più il gip.

Uno degli emendamenti previsti dal governo prevede che l’autorizzazione alle intercettazioni può essere chiesta quando sussistono gravi indizi di reato  e “l'assoluta indispensabilità” di queste per la prosecuzione delle indagini. Quindi scompare dal testo la possibilità di fare intercettazioni solo quando ci sono “evidenti indizi di colpevolezza”.

La legge sulle intercettazioni sarà applicata solo per i nuovi processi, mentre per quelli in corso saranno applicate solo le norme del provvedimento relative ai divieti di pubblicazione e gli obblighi di segreto.

La cosa nuova è che se il magistrato intercetta un parlamentare dovrà chiedere l’autorizzazione della Giunta di Camera o Senato. Inoltre, le registrazioni che riguardano un parlamentare dovranno essere inviate al procuratore della Repubblica che le riporrà in una apposita sezione dell'archivio riservato.

Una cosa non mi torna, ma la legge non dovrebbe essere uguale per tutti?

Credits: La Repubblica.

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