Il DDL Intercettazioni passa al Senato

Italia come la Cina Il discusso DDL Intercettazioni passa la Senato. Il governo incassa la fiducia senza grosse difficoltà. Ora il provvedimento tornerà alla Camera in terza lettura. Dopodiché solo il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano potrà salvarci.

Dopo la giornata convulsa di ieri, anche oggi ci sono state molte polemiche prima della votazione. L’Italia dei Valori ha occupato i banchi riservati ai componenti del governo.

Il presidente del Senato, Renato Schifani, dopo aver richiamato per tre volte i senatori dell'IDV intimandogli di abbandonare i banchi occupati, ne ha ordinato l'espulsione sospendendo la seduta. Prima della votazione i senatori di Di Pietro sono stati riammessi. A sorpresa, il PD ha deciso di non votare abbandonando l’aula(solita “pastetta” con il PDL?). Alla fine il DDL è passato con solo 189 voti, di cui 164 favorevoli, 25 contrari e nessun astenuto.

Anna Finocchiaro, presidente del gruppo PD, ha dichiarato “Con questa legge voi volete nascondere i vostri affari, l'uso privato delle risorse pubbliche e tutelare la vostra privacy perché volete il popolo cieco bue”.

A seguito della votazione al Senato, la FNSI ha proclamato per il 9 luglio la “giornata del silenzio per la stampa italiana con lo sciopero generale contro il DDL Intercettazioni”. Il segretario FNSI, Franco Siddi, ha spiegato che lo sciopero coinciderà con la giornata finale di discussione del DDL.

Secondo un sondaggio fatto da “Sky Tg24”, il 70% ritiene che il DDL Intercettazioni rappresenta un pericolo per la libertà di informazione. Il restante 30% pensa che non si tratti di una legge bavaglio, ma di un provvedimento volto a garantire una maggiore tutela della privacy.

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