Grillo favorevole all’obbligo di rettifica per i blog

Beppe Grillo La crisi all’interno del PDL ha fatto slittare l’esame del DDL Intercettazioni. Il provvedimento verrà discusso alla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Lo ha deciso in serata la conferenza dei capigruppo.

Alla fine questo rinvio è una mezza vittoria per i blogger, che da ieri notte sono radunati davanti a Piazza Montecitorio per protestare contro il comma 29 articolo 1 del DDL. Tra i promotori dell’iniziativa ci sono “Valigia Blu”, “Libertà e Partecipazione” e il “Popolo Viola”.

Beppe Grillo ha parlato dell’obbligo di rettifica per i blog in un’intervista rilasciata a Sky. A sorpresa, il comico genovese si dice d'accordo con la norma introdotta nel DDL Intercettazioni. Nello specifico Grillo ha dichiarato “Se uno mi mostra che una cosa che ho scritto è sbagliata e vuole una rettifica, io la faccio. Non ho bisogno di una legge che me lo imponga. Vero è che forse 48 ore sono un po’ poche. Ma il diritto di rettifica è insito per chi fa un lavoro di comunicazione. Non capisco il problema”.

Forse Grillo non sa che molti blogger non hanno una redazione alle spalle come la sua. Come ho già scritto, la rettifica è un ottimo strumento per rendere il blog più “serio”. Il problema nasce quando la rettifica viene imposta con un tempo così limitato. Il termine delle 48 ore può diventare come una spada di Damocle per il “piccolo” blogger.

Credits: Sky.

Commenti

  1. Secondo me non hai capito ciò che dice Grillo.Eppure è così chiaro,dice che "Non ho bisogno di una legge che mi imponga" di rettificare una notizia falsa.In pratica Grillo è contro la legge,ma a favore delle rettifiche.Del resto è giustissimo fare informazione in maniera corretta,altrimenti ognuno potrebbe scrivere tutte le cazzate che vuole.Ciò che è sbagliato secondo Grillo è che questo codice etico di comportamento debba essere regolamentato e sanzionato da una legge.Poi in realtà il lato scandaloso non riguarda tanto il tempo in cui rettificare,ma le multe salatissime che incombono su eventuali infrazioni,perchè costituiscono un forte elemento deterrente alla pubblicazione.Cioè un blogger che non abbia possibilità economiche sostanziose prima di pubblicare una qualsiasi notizia deve essere condizionato dalle eventuali multe,ovviamente non pubblicherà mai nulla per non sbagliare.Sulla diffusione libera del pensiero e dell'opinione nessuno può metter bocca,ognuno ha il diritto di esprimere la sua,ma sulla veridicità delle notizie invece occorre professionalità e rispetto.Infine, sarà pur vero che Grillo ha alle spalle una redazione,ma c'è anche da dire che lui le notizie se le va a cercare e le dirama,anzi in molti casi i grandi canali di informazione tradizionale rubano le sue ricerche,le sue indagini.Invece,con tutto il rispetto,la miriade di piccoli blog privati si limitano nella pmaggior parte dei casi a riportare notizie lette sui giornali o a diffondere notizie prese da altri siti,lavoro per il quale non serve una redazione.

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  2. Anch'io sono favorevole alle rettifiche. Come ho già scritto il problema nasce dal tempo limitato. Cosa succede se un blogger non può accedere ad internet per più di 48 ore? Questo è il problema di quel comma 29. Secondo me, il tempo di rettifica andrebbe aumentato ad almeno una settimana. Un altro problema nasce quando uno impone una rettifica falsa. Che succede in quel caso? Mettiamo il caso che un blogger scriva "Tizio è un camorrista". Tizio chiede la rettifica al blogger. Il blogger rettifica scrivendo "Tizio è un gran signore". Se alla fine si scopre che Tizio è veramente un camorrista chi risarcisce il blogger? In conclusione la legge è una vera cagata.

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  3. Ti ripeto:la cosa grave non è il tempo,ma le multe.Mettiamo il caso reale:l'azienda per cui lavoro tempo fa è uscita su un giornalino online da 4 soldi come coinvolta in uno scandalo legato alla mafia.Ovviamente era tutto falso,in realtà avevano scambiato due nomi simili di aziende diverse.Personalmente ho segnalato al caporedattore l'errore che è stato corretto dopo una settimana di continue telefonate e richieste e minacce di querela.Se in quella settimana l'azienda avesse dovuto realizzare qualche ottimo affare,tutto sarebbe stato compromesso da una notizia falsa,perchè un investitore oculato avrebbe ritenuto opportuno non affidarsi ad una ditta vicina alle mafie.Chi mi dice che in quella settimana l'azienda non abbia perso molto lavoro?E magari il mio posto di lavoro viene messo a rischio per colpa di un coglione giornalista(per modo di dire)da strapazzo.Nel caso in cui la rettifica fosse a sua volta falsa,allora non credo ci siano problemi perchè il blogger verrebbe magari querelato,ma vincerebbe la causa con relativo risarcimento ed invece chi aveva richiesto una rettifica falsa la prossima volta ci penserà bene prima di voler scavalcare la realtà.In sostanza questo tipo di relazioni già sono regolate dalla legge,ecco perchè questo bavaglio ai blogger è una stronzata ed ecco perchè Grillo dice che non c'è alcun bisogno di una norma che insegni ai blogger o ai giornalisti a dire sempre la verità.

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  4. Il problema è che le sanzioni si applicano se non rispetti quel limite di tempo. Forse da quello che ho intuito tu vorresti togliere le sanzioni ma mantenere il limite delle 48 ore. Potrebbe essere un'idea. Invece dei soldi, la sanzione potrebbe essere quella di rimuovere(o oscurare) il post nel blog o sito in oggetto. Comunque, l'esempio(reale) da te menzionato fa molto riflettere. In quel caso il redattore si è comportato in modo poco professionale. Alla fine noto che la pensiamo allo stesso modo, cioè che il comma 29 è una stronzata. Io vado oltre, per me il DDL Intercettazioni è una cosa abominevole.

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  5. No.Io commentavo ciò aveva detto Grillo,mi pare che questo fosse l'argomento del post.Poi personalmente credo che la legislazione in materia di sanzioni sia già sufficiente e quindi non ci sia bisogno di nessun comma e di nessuna legge,tuttavia bisgonerebbe puntare a sollecitare una maggiore etica in rete e una coscienza professionale nel mondo dell'informazione on line per distinguerla nettamente dal letamaio presente oggi sul mercato televisivo e cartaceo.Sulle intercettazioni poi credo che la montagna di balle costruita dal governo per coprire gli interessi di berlusconi sia riprovevole e quindi ritengo che tutto il DDL sia l'ennesima,inutile,sfacciata legge ad personam del regime.Ecco tutto.

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  6. Pienamente d'accordo sulla faccenda della maggior etica in rete. Molte volte l'etica manca proprio ad alcuni giornalisti della carta stampata. Quindi non è un problema solo della rete. Per il resto, non posso con concordare con te. Sapessi a Napoli che tipo di manifesti hanno affisso quelli del PDL....

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