Sequestrato il quartiere del futuro a Milano

Il progetto del quartiere Santa Giulia L’abusivismo e lo scempio ambientale sono due fenomeni molto diffusi nel sud dell’Italia. A Napoli ogni volta che cala notte spuntano dal nulla roghi di materiali tossici.

Negli ultimi anni la “questione” ambientale si sta diffondendo anche nel resto del paese. Lo sviluppo creato con le infrastrutture serve soprattutto per far guadagnare soldi facili ai soliti, ovvero gli “amici degli amici”.

Nella zona sud-est di Milano, nell’area dove c’erano gli impianti della Montedison, è stato progettato da Norman Foster un quartiere avventuristico a misura d’uomo. Nella mente dell’architetto, Santa Giulia doveva essere una nuova città intesa come rappresentazione di un nuovo modello di vita.

Il 20 luglio 2010 l’intera area di Santa Giulia(circa un milione di metri quadri) è stata messa sotto sequestro dai militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, perché il quartiere è stato costruito su una montagna di veleni. Il pm ha disposto il sequestro dopo aver consultato la relazione dell’Arpa(Agenzia regionale per l’ambiente). Dalla relazione si evince che l’acqua di due delle tre falde sottostanti il quartiere è avvelenata da sostanze cancerogene come i solventi clorurati, il mercurio, il tricloroetilene, con valori fino a cento volte superiori ai limiti di legge.

Nel novembre 2009 Rai News ha realizzato “Santa Giulia: sospette infiltrazioni tossiche mafiose”. Nel reportage già veniva ipotizzato che quei terreni inquinati in realtà non erano stati bonificati a dovere e che nelle ditte di movimentazione terra c’erano infiltrazioni mafiose.

Ulteriori info: La Repubblica Milano.

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