Storia di un leghista

Santino Bozza Da un po' di tempo i leghisti sembrano quasi quelli che hanno inventato la civiltà. I “seguaci” di Bossi hanno sembra qualcosa da dire sull’operato degli altri, ma mai sul proprio.

Un paio di giorni fa, il consigliere regionale del Veneto Santino Bozza(Lega)  ha avuto a che fare con un controllore. Il “cervellotico” leghista è stata “beccato” su un treno con il biglietto non obliterato. Bozza si è presentato dicendo “Guardi, sono un consigliere e non è che voglia essere trattato meglio degli altri, però..Lei è comunista?”.

Bozza ha giustificato la vicenda dichiarando “Si viaggia in vagoni da bestiame, io salgo a Monselice e mi siedo passata Padova. Mi è capitato di incappare in un biglietto non obliterato quando ho preso di corsa il treno di ritorno. Sono salito e, guarda caso, 10 metri dopo - non 10 km ma 10-20-100 metri - mi si è avvicinato il controllore”. Ma si, ora il controllore dovrebbe avvertire quando fa il suo solito giro…

Il leghista ha fatto polemica anche per un’altra cosa. Secondo lui, il controllore del treno doveva avere la macchinetta per il bancomat per fargli pagare la multa di 50 euro. Ecco cosa ha dichiarato Bozza “Non li ho in tasca, pago con il bancomat. Perché uno deve avere per forza 50 euro in tasca? Sono passato a una multa di 100 euro. Voglio che i controllori abbiano il bancomat”.

La cosa più buffa di questa vicenda è che il leghista ha parlato della sua disavventura ai colleghi della seconda commissione consiliare che aveva all’ordine del giorno l'esame di una proposta di modifica della legge sulle multe a carico degli utenti privi di biglietto o che non lo hanno obliterato sulle tratte venete di Trenitalia…

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