Gli italiani sono i più connessi su Facebook

La moda di Facebook ha contaggiato gli italiani Da un paio di anni, il social network Facebook è entrato a pieno titolo nella vita quotidiana di molti “navigatori”. Sul sito di Zuckerberg sono iscritti 16 milioni di italiani.

La maggior parte dei “facebookiani” utilizza il social network per condividere foto, notizie e ogni cosa della propria vita. Sul social network c’è di tutto, al punto che lo Stato potrebbe utilizzare Facebook per scovare evasori fiscali e criminali. Per questo e altri motivi, molti considerano Facebook l’anagrafe della CIA.

Detto questo, veniamo al tema del post. Da uno studio condotto da “Nielsen” emerge che l’Italia è la nazione al mondo che trascorre più tempo su Facebook. Un italiano “spreca” sei ore e 27 minuti al mese sul noto social network. Al secondo posto, ci sono gli Stati Uniti con sei ore, poi la Francia con 4 ore e dodici minuti.

Giuseppe Riva, docente di Psicologia della comunicazione all'università Cattolica di Milano e autore del libro “I social network” edito dal Mulino, dice “Uno degli elementi che salta agli occhi è che se gli uomini sono numericamente più numerosi delle donne, sono poi le donne e le ragazze dai 15 ai 35 anni a passare più tempo in connessione, quelle che si aprono di più, raccontano di se stesse e dei loro sentimenti, diventando così anche i soggetti più vulnerabili del social network. C'è chi utilizza Facebook per mettersi in relazione, per farsi conoscere, e chi invece ama guardare le vite degli altri, navigare senza mostrarsi, spiare esistenze e identità”.

Nel 2003 il tempo medio passato sui social network non superava i 15 minuti al mese. Nel 2008 i “facebookiani” trascorrevano tre ora e mezzo sul noto social network. Nel 2010 la media mondiale è arrivata alle 5 ore. Quindi, l’Italia è oltre la media mondiale. Questo dati fanno capire che Facebook sta diventando una vera e propria dipendenza, soprattutto per i navigatori inesperti. La questione è sempre la solita, ovvero la privacy.

Il Wall Street Journal lancia un nuovo allarme. Questa volta sotto mirino sono finite le applicazioni che girano su Facebook. Secondo il quotidiano di New York, le “app” hanno trasmesso informazioni legate alle identità degli utenti a decine di società pubblicitarie o che sorvegliano il traffico web(Internet Tracking Company). Tra le app sotto “accusa” ci sarebbero anche i giochi pubblicati da Zynga, vale a dire “FarmVille”, “Texas HoldEm Poker” e “FrontierVille”.

Nessuno si sarebbe salvato da questo “furto”, nemmeno chi ha impostato il massimo della privacy su Facebook. Il falla di sicurezza sarebbe dovuta al “Facebook ID”, ovvero il numero che Facebook assegna ad ogni membro della rete sociale e dal quale si può risalire all’identità dell’utente con una semplice ricerca su internet. Nel caso l’utente non abbia impostato le regole sulla privacy, grazie al “Facebook ID” è possibile trovare anche informazioni sull’età, la città di residenza e la professione.

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