Girano strane voci su Belpietro

La prima pagina di "Libero" del 27 dicembre 2010

L’Italia sta andando alla deriva. La colpa di questo “crollo” non è imputabile solo alla classe politica, ma anche ad alcuni giornalisti.

Nella società di oggi i cronisti sono diventati i “vassalli” del ventunesimo secolo, ossia dei giornalisti che perdono la dignità per entrare nelle “grazie” del loro sovrano. Uno di questi “esemplari” è senz’altro Maurizio Belpietro.

Oggi(27 dicembre), il direttore del quotidiano “Libero”(foto) ha scritto un editoriale a dir poco raccapricciante. Belpietro scrive “Girano strane voci a proposito di Fini. Non so se abbiano fondamento, se si tratti di invenzioni oppure, peggio, di trappole per trarci in inganno. Se mi limito a riferirle è perché alcune persone di cui ho accertato identità e professione si sono rivolte a me assicurandomi la veridicità di quanto raccontato e, in alcuni casi, dicendosi addirittura pronte a testimoniare di fronte alle autorità competenti”.

Il giornalista(?) prosegue scrivendo che Gianfranco Fini avrebbe pensato di organizzare un falso attentato nei suoi confronti a fini propagandistici. Belpietro aggiunge “Il progetto dovrebbe essere messo in pratica durante una visita istituzionale ad Andria. Per organizzarlo Fini si sarebbe rivolto a un manovale della criminalità locale, promettendogli 200mila euro”.

Belpietro non si ferma. Sembra quasi uno che scrive parole in libertà. Il direttore di “Libero” tira in ballo anche una donna. Secondo questo “illustre” giornalista, Fini avrebbe pagato mille euro per una “prestazione” di una Escort. Ma mica è Berlusconi. Belpietro ha scritto un articolo basato su “voci di corridoio” senza verificarne l’autenticità. In pratica, è come se scrivessi che Belpietro ha inscenato un attentato per aumentare il consenso suo e di Berlusconi.

Nino Lo Presti, segretario amministrativo di Futuro e Libertà, ha dichiarato “Maurizio Belpietro non deve preoccuparsi: la credibilità di Libero è già perduta da tempo, non c'è bisogno di metterla in discussione. Difatti, l'ultimo suo delirio su un possibile attentato a Gianfranco Fini, a scopo propagandistico, la dice lunga sulle condizioni psichiche di questo giornalista che ha fatto dell'ingiuria e della calunnia il leitmotiv della sua carriera. L'instabilità di Belpietro è ormai un dato acquisito, così come è acclarata la sua totale mancanza di coraggio nell'accettare un confronto con il sottoscritto, che ancora attende soddisfazione dopo essere stato definito insieme agli altri colleghi finiani traditore. Il vero traditore di quella che dovrebbe essere la regina delle professioni intellettuali è proprio lui, che ha ridotto il giornalismo ad un suk di pettegolezzi e falsità”.

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