Il memoriale di Raffaele Cacciapuoti

Gli sportelli mai aperti della Banca Popolare del Meridione Il caso della “Banca Popolare del Meridione” sta diventando sempre più intrigato. Ogni mese esce fuori sempre qualcosa di nuovo. Il mese scorso la Guardia di Finanza fermò la signora Cacciapuoti all’aeroporto di Fiumicino.

Nei giorni scorsi alla Procura della Repubblica di Napoli è arrivato un memoriale di 51 pagine di Raffaele Cacciapuoti. L’ideatore della “banca fantasma” se la prende con i suoi ex compagni di avventura. Cacciapuoti parla di un imprenditore napoletano che avrebbe sperperato gran parte dei soldi degli 842 soci acquistando macchine di lusso e cocaina.

L’ideatore della “banca fantasma” scrive “Scopro con grande sorpresa ed amarezza che grazie alla mole di soldi per incanto piovuta nelle sue tasche, questo socio aveva incominciato a frequentare i locali notturni più alla moda d’Italia, Porto Cervo e Desenzano su tutte”. Cacciapuoti aggiunge che nell’affare della Banca erano entrati anche alcuni usurai. L’ideatore ribadisce più volte che non è stato l’unico ad operare sul conto corrente. E’ credibile un latitante?

Credits: Il Mattino.

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