Il Wi-Fi libero di Maroni era una bufala

Il Wi-Fi libero di Maroni è una bufalaIl 5 novembre 2010 il ministro dell’Interno Roberto Maroni annunciava che dal 1 gennaio 2011 il Wi-Fi tornava ad essere libero in Italia. Il “leghista” aggiungeva che “entro il 31 dicembre 2010 verranno valutate quali siano gli adeguati standard di sicurezza”.

All’inizio si pensava che per accedere al Wi-Fi pubblico sarebbe bastato un semplice Sms. L’ipotesi era che quando ci sarebbe stato un collegamento senza fili a Internet da un locale pubblico, sarebbe apparito sullo schermo una finestra in cui inserire il proprio numero di cellulare. A quel punto si riceveva sul cellulare una password attraverso la quale si potrà iniziare a navigare.

Non era il massimo delle cose, ma era sempre meglio della fotocopia del documento. Invece, tutto rimarrà come prima. Il Wi-Fi libero di Maroni si è rivelato una bufala. A pochi giorni dal 31 dicembre nulla è stato fatto per trasformare le promesse in realtà. Questo significa che l’Italia resterà l’unico Paese al mondo nel quale per collegarsi ad Internet occorre esibire un documento di identità.

Il 15 dicembre 2010 il Senato ha approvato il DDL sulla sicurezza senza accettare di discutere i diversi emendamenti presentati che miravano proprio a tradurre in fatti le parole del ministro Maroni sul Wi-Fi libero. E meno male che questo era il “governo del fare”.

Credits: Il Fatto Quotidiano.

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