Ocse: Sale la pressione fiscale in Italia

Ecco come ci ha ridotti BerlusconiDopo aver incassato la fiducia alla Camera, Silvio Berlusconi è entusiasta. Il premier ha già in mente di fare un’altra campagna acquisti(deputati dell’UDC?) per “aumentare” la maggioranza. Intanto, mentre lui gioca l’Italia sprofonda.

Oggi(15 dicembre), l’Ocse ha riferito le stime preliminari relative al 2009 contenute in "Revenue Statistics”. Come al solito, brutte notizie per l’Italia. Nel nostro paese la pressione fiscale è cresciuta del 0,2% rispetto al 2008, passando dal 43,3% al 43,5% del prodotto interno lordo.

L’Italia guadagna una posizione nella “speciale” classifica dove maggiore è il peso delle entrate rispetto al prodotto interno lordo. Il nostro pese supera il Belgio(la pressione fiscale è scesa dal 44,2% al 43,2%) “issandosi” in terza posizione dopo Danimarca(48,2%) e Svezia(46,4%). E meno male che Berlusconi era quello che non metteva le mani nelle tasche degli italiani.

La pressione fiscale è superiore al 40% anche in Australia, Belgio, Finlandia, Francia e Norvegia. Gli incrementi più consistenti si registrano in Lussemburgo(dal 35,5% del 2008 al 37,5% del 2009) e in Svizzera(dal 29,1% al 30,3%). I paesi con la più bassa pressione fiscale dell'area Ocse sono il Messico con il 17,4% di peso fiscale rispetto al PIL e il Cile con il 18,2%. Per la cronaca, la pressione fiscale media dei paesi Ocse è del 33,7%. Rispetto al 2008 è calata del 0,7%.

Le noti dolenti non sono terminate. Nel mese di ottobre il tasso di disoccupazione in Italia è aumentato dello 0,3%, passando dal 8,3% di settembre al 8,6%. Nonostante ciò, il nostro paese rimane al di sotto della media dell’area euro(10,1%) e dell’Unione Europea(9,6%). Come già scritto più volte, questi dati non tengono conto delle persone in cassa integrazione e dei cosiddetti “inattivi”, cioè persone che non cercano un lavoro perché scoraggiati dalla situazione.

Il dato più preoccupante rimane quello dell’occupazione giovanile. In Italia lavorano solo il 21,7% delle persone di età compresa tra i 17 e i 24 anni. In questa “speciale” classifica il nostro paese si piazza al penultimo posto. Peggio di noi ha fatto solo l’Ungheria(18,1%). Dallo studio dell’Ocse emerge che tra gli occupati il 44,4% ha un impiego precario e il 18,8% lavora solo part time.

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