Calderoli: Abolirei anche la festa del primo maggio

Roberto Calderoli non vuole la Festa dell'UnitàIeri(18 febbraio), il Consiglio dei Ministri ha stabilito che il 17 marzo 2011 sarà festa nazionale per celebrare il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Questo significa che scuole, fabbriche e uffici resteranno chiusi. La “cosa” ha scatenato l’ira dei leghisti, soprattutto del controverso Roberto Calderoli.

Il ministro per la Semplificazione(o complicazione?) ha dichiarato “I patti erano chiari. Quando fu approvata la legge dei 150 anni, avevamo avvertito: diamo il via libera ma a condizione che la festa non abbia effetti civili ovvero non si doveva stare a casa dal lavoro”. I patti? Ma di quali patti parla questo leghista?

Forse il tipo non ha capito che questa festa serve per celebrare l’Unità d’Italia. Per capire la gravità delle affermazioni di Calderoli, immaginate cosa accadrebbe negli Stati Uniti se qualche “mente geniale” pensasse di abolire la festa dell’Indipendenza del 4 luglio. Credo che finirebbe sulla sedia elettrica.

Vi sbagliate di grosso se pensate che la “testa di cazzo” leghista si sia “interessato” solo alla festa del 17 marzo 2011. Calderoli ha espresso la sua opinione anche sulla festività del primo maggio. Il ministro per la Semplificazione(o complicazione?) ha dichiarato “Pure la Festa dei lavoratori andrebbe celebrata lavorando, altro che scampagnate. Però questo è meglio che faccia finta di non averlo sentito, altrimenti Bossi mi accoppa”.

A questo punto Calderoli potrebbe proporre anche l’abolizione delle festività del 8 e 25 dicembre. Ma vai a lavorare tu leghista “spara baggianate”. Una riflessione nasce spontanea. Questi politicanti tirano sempre in ballo la famiglia. Ma come fai ad avere una famiglia se si lavora sempre? Questa frenesia lavorativa sta portando la società alla deriva.

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