Chi c’è dietro le rivolte del nord Africa?

Berlusconi bacia la mano di GheddafiNel nord Africa le rivolte si stanno diffondendo a macchia d’olio. Dopo Algeria, Tunisia e Egitto anche i libici sono scesi in piazza a protestare contro il regime. A differenza degli altri dittatori, Gheddafi non vuole abbandonare la sua “comoda poltrona”.

Il colonello “amico” di Berlusconi ha ordinato raid aerei contro i manifestanti. Nel momento in cui scrivo ci sono almeno 250 morti. Ieri(21 febbraio), su Youtube girava un video in cui vengono mostrati dei corpi carbonizzati. Secondo alcune fonti quei “resti” sarebbero i corpi di alcuni militari bruciati vivi perché si erano rifiutati di sparare contro contro la popolazione.

In Libia sta per verificarsi un genocidio. Nonostante ciò, il governo italiano non ha preso le distanze dal leader libico Gheddafi. Ieri, il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha dichiarato “Io credo che il processo di riconciliazione nazionale debba partire in modo pacifico arrivando poi a una Costituzione Libica”. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aveva prima dichiarato di non disturbare l’amico libico, poi in tarda serata ha corretto il “tiro” dicendo che “è allarmato per l’aggravarsi degli scontri e per l’uso inaccettabile della violenza sulla popolazione civile”.

La “non” politica del governo Berlusconi porta le prime conseguenze. Nelle ultime ore stanno diminuendo i flussi di gas importati dalla Libia in Italia attraverso il gasdotto Greenstream. In un messaggio pubblicato sul sito internet del gruppo di opposizione “17 febbraio” si legge: “La gente di Nalut ribadisce di far parte di un popolo libero. Dopo il silenzio dell’Unione Europea e in particolare dell’Italia sulle stragi compiute da Gheddafi, la popolazione ha deciso che interromperà dalla fonte l’afflusso di gas libico verso i vostri paesi, chiudendo il giacimento di al-Wafa che attraverso la nostra zona porta il gas verso l’Italia e il nord Europa, passando per il Mediterraneo”.

Fatta questa “lunga” premessa, volevo fare una riflessione su queste rivolte dei nordafricani per la libertà. Mi chiedevo, siamo sicuri che non ci sia lo zampino dei paesi occidentali dietro queste rivolte? Considerando che l’economia mondiale è ferma da anni, Tunisia, Algeria, Egitto e Libia potrebbero essere nuovi mercati per diffondere la mania consumistica(cellulare, televisioni, vestiti etc...) dell’Occidente.

Questi paesi potrebbero rappresentare anche un nuova metà per trovare manodopera a basso costo. In futuro, oltre ai cinesi e ai serbi, i lavoratori italiani correranno il rischio di dover “competere” anche con tunisini, algerini, egiziani e libici. Badate, non parlo di lavoro in Italia ma di aziende italiane che si trasferiscono in quei paesi per sfruttare quei “poveracci”. Riflettete gente.

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