Istat: In Italia ci sono 2 milioni di scoraggiati

Rapporto Annuale 2010Il 23 maggio 2011 l’Istat ha presentato la diciannovesima edizione del “Rapporto annuale” sulla situazione del Paese. L’intento è di mettere a fuoco la situazione economica e sociale dell’Italia e di fornire elementi utili alle decisioni di tutta la collettività.

Dal rapporto emerge un dato sconcertante. Nell’ultimo biennio sono aumentate la disoccupazione e l’inattività: tra il 2008 e il 2010 il tasso di disoccupazione è passato dal 6,7% all’8,4%, restando significativamente al di sotto di quello europeo, anche grazie al ricorso alla Cig(Cassa integrazione guadagni). L’incremento della disoccupazione ha riguardato tutte le classi d’età e le aree territoriali.

La disoccupazione di breve durata osservata nel biennio 2008-2009 si è trasformata, nel 2010, in disoccupazione di lunga durata. L’aumento del numero di disoccupati è stato frenato da un allargamento dell’area dell’inattività, la cui incidenza sulla popolazione in età attiva è salita al 37,8 per cento, un valore tra i più alti nel panorama europeo.

Nel 2010 gli italiani che hanno rinunciato a cercare un lavoro sono stati 2,1 milioni, 134 mila in più rispetto al 2009. Gli “scoraggiati” rappresentano il 10% della società. Al Sud questa percentuale arriva al 16%. Questo dato pone l’Italia ai vertici europei. Nel biennio 2009-2010 gli occupati sono diminuiti di 532 mila unità. La crisi lavorativa ha colpita soprattutto giovani tra i 15 e 29 anni.

Nel 2010 l’occupazione delle donne resta stabile ma la qualità del lavoro peggiora. Cala l'occupazione qualificata e le donne guadagnano meno degli uomini.  Il 40% delle laureate ha un lavoro che richiede una qualifica più bassa rispetto al titolo posseduto. Un italiano su 4 “sperimenta il rischio di povertà o esclusione”.

Allegato: Sintesi Rapporto annuale 2010

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