Rotondi: Nessuno tocchi i privilegi della casta

Gianfranco RotondiDa un paio di giorni si parla dei “presunti” tagli alla politica. Il ministro dell’economia Giulio Tremonti vorrebbe abolire il doppio(in alcuni caso triplo) stipendio per ministri e parlamentari e allineare la paga dei politici alle medie europee. Utopia?

La questione della “casta” è stata discussa più volte negli ultimi anni. Alla fine, gli unici a rimetterci sono stati sempre i cittadini. Nonostante la crisi, i politici continuano a ricevere pensioni e stipendi d’oro. Per quanto mi riguarda, credo che il “problema” non sarà mai risolto finché non ci “mobiliteremo”. Il motivo? Nella mia vita non ho mai visto nessuno darsi la zappa sui piedi. Il 28 giugno 2011 sul giornale “Libero” è apparsa un’intervista choc a Gianfranco Rotondi. La giornalista Barbara Romana ha chiesto al “democristiano” se condivide le ultime misure anti-casta del ministro dell’economia. Rotondi ha risposto: “Le considero un insulto alla sua(riferito  a Tremonti) intelligenza. Nemmeno lui rinuncia alla pillola di demagogia. L’anticasta è un sentiero che deve calcare chi lo sa fare. La prosopopea anti-casta fa grande Grillo ma travolge i grilli parlanti”.

A questo punto la giornalista fa notare che è quasi impopolare difendere la casta. Il “democristiano” ha dichiarato: “Tanto, più impopolari di così. Il deputato di oggi è uno sputtanato che va per la pagnotta, questo è il giudizio che ci siamo cuciti addosso, per merito di comici, delle trasmissioni TV”. Rotondi ha aggiunto: “Un tempo si accusavano i politici di rubare, oggi gli si rimprovera solo di avere dei privilegi previsti dalla legge”. In pratica, Rotondi fa capire che si è fatto un grosso passo avanti: i politici sono passati da ladri a parassiti a norma di legge. Il delirio dell’esponente della COL va avanti. Rotondi ha detto: “Il Parlamento è come la salute: ti rendi conto che è importante solo quando non ce l’hai più. Per arrivare al termine della legislatura noi abbiamo bisogno del voto dei deputati, non della casalinga di Voghera, né degli spettatori di Santoro”.

Allegato: Articolo di “Libero”.

Commenti

  1. Gentile signore non ho difficolta ad ammettere che le mie parolo sono state infelici:erano un paradosso chevdovevacsviluppare un ragionamento.libero ha pubblicato il paradosso monco del ragionamento.forse rcuperera'. Il ragionamento e' semplice: i politici non sono ricchi se sono onesti.la ricchezza dipende dalle uscite non dalle entrate.e le uscite di un deputato non sono quelle di un pensionato.col mio stipendio che lei giudica dorato io a stento mantengo ,a famiglia si capisce senza farle mancare niente.che faccio del resto ?mantengo collaboratori che scelgo tra disoccupati preferibilmente non giovani,tengo i rapportimcol territorio e significa cene regali di nozze sostegno a cause meritevoli.non ho barche Guido una 500 faccio le vacanza sull Adriatico e mia moglie non ha pellicce ne'gioielli.mi creda e' altrove che va cercata la casta .non entrominvece nel merito delle sue critiche al governo che rispetto.cordialità gianfrancomrotondi

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  2. Le mie "parolo"? Ahahaha, strepitoso questo intervento... :)

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  3. Rotondi, il ministro che è tutto un programma
    http://laspugnadifiele.wordpress.com

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  4. Rotondi è un programma complicato... :)

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