Il battibecco tra Sallusti e Belpietro

Alessandro Sallusti e Maurizio BelpietroLa puntata di “In Onda” del 17 agosto 2011 verrà ricordata per un fatto insolito. Per la prima volta due “vassalli berlusconiani” si sono beccati. I protagonisti del battibecco sono stati il direttore de “Il Giornale” Alessandro Sallusti e il direttore di “Libero” Maurizio Belpietro. I due giornalisti hanno discusso della manovra correttiva del governo Berlusconi. A sorpresa, Belpietro ha criticato il governo Berlusconi. Dopo un po', Sallusti da del “dipietrista” al direttore di “Libero”.

Durante il dibattito, Belpietro ha dichiarato “Non voglio assistere al suicidio del centro-destra. Noi stiamo dicendo che Berlusconi deve tornare a fare il Berlusconi, invece ha ceduto alla Lega e a Tremonti”. Sallusti difende il governo dicendo “Ma perché più tasse? Perché questo governo ha fallito? No, paghiamo più tasse perché ancora abbiamo in carica i disastri combinati dai governi della prima Repubblica e alcuni piccoli disastri combinati dai governi della sinistra”.

Come al solito, il direttore de “Il Giornale” dice una grossa balla. Negli ultimi 10 anni il centro-destra è stato al governo per ben 8 otto anni. In questo periodo il debito è aumentato fino a toccare quota 1.900 miliardi di euro. Berlusconi ha fatto le campagne elettorali dicendo che non avrebbe mai messo le mani nelle tasche degli italiani. Peccato che con la manovra correttiva ci mette le mani con tutto il braccio.

Di questa cosa ne parla anche Belpietro. Il direttore di “Libero” ha dichiarato “Caro Silvio, questa mossa ti farà perdere le elezioni. Con questi provvedimenti hai perso 500 mila voti. Bisogna rimediare. Il governo tradisce il patto con gli elettori. E potrebbe essere il primo di una lunga serie”. Di seguito potete “ammirare” il battibecco tra Sallusti e Belpietro.

Commenti

I post più letti negli ultimi sette giorni

Chef non trova lavapiatti per colpa del reddito di cittadinanza

CheBanca! con disservizi

Rimodulazione Vodafone da settembre 2019

Flat tax con aliquota al 15% fino a 55 mila euro

Crescono ricavi calcio italiano

Il business degli affidi