Il governo Berlusconi mette le pensioni nel mirino

Riforma pensioniNon c’è pace per le persone che stanno alla “base della piramide”. Molto probabilmente saranno loro a pagare la crisi economica italiana. La Bce, per garantire l’acquisto dei titoli del debito pubblico italiano, ha preteso dal governo delle misure che dovranno consentire l’anticipo del pareggio di bilancio al 2013.

Il governo Berlusconi si è messo subito al lavoro. Come al solito, nel mirino sono finite le pensioni dei “poveri cristi”. Guai a toccare le pensioni d’oro dei politicanti. Un “esponente” della casta usufruisce del vitalizio a vita dopo 5 anni in Parlamento. Un povero cristo deve lavorare 35 anni per “vedere” una pensione.

Le “misure” anti crisi prevedono un’accelerazione dell’allungamento dell’età pensionabile per le donne. Nella manovra si è stabilito l’allungamento di un mese a partire dal 2020 per arrivare a 65 anni nel 2032. Nei prossimi giorni il governo Berlusconi potrebbe decidere un aumento di un anno già a partire dal 2012, per poi aumentare un anno ogni due. Tra le ipotesi c’è anche l’anticipo dal 2013 al 2012 della riforma che aggancia l’età pensionabile alle aspettative di vita, con la necessità dunque di lavorare tre mesi in più già a partire dal prossimo anno.

Il vero affondo però il governo lo farà sulle pensioni di anzianità. Le ipotesi vanno dal blocco totale per un anno o 18 mesi ad un innalzamento dei requisiti. Tradotto, la quota che somma età anagrafica a età pensionabile potrebbe essere portata nel 2013 da 97 a 100. In pratica, andrebbero in pensione i 65enni che hanno 35 anni di contributi. Una vera utopia.

Tutto questo accade mentre ci sono degli ex parlamentari che percepiscono pensioni d’oro con solo un giorno o una settimana di presenza in Parlamento. E’ arrivato il momento di svegliarci. Non possiamo più farci governare da una “casta” che non fa sacrifici e che pretende dal popolo il ripianamento del debito pubblico.

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