Brunetta: Basta certificati antimafia

Renato BrunettaNon c’è nulla fare. Il governo Berlusconi continua a fare il gioco delle tre carte. Ogni “esponente” dice quello che gli passa per la testa. Oggi(26 settembre), è stato il turno Renato Brunetta. Il ministro per la Pubblica Amministrazione ha rilasciato alcune dichiarazioni a margine della conferenza stampa per la presentazione del nuovo logo della Pubblica Amministrazione.

Brunetta ha dichiarato “La vitamina per uscire dalla crisi è vendere tutto il materiale morto. Vendiamo il patrimonio pubblico non produttore di ricchezza, pensiamo alle public utilities: luce, acqua, gas, trasporti, spazzatura, tutte quelle società che sono al 99% di proprietà degli enti locali e che spesso sono inefficienti”. Evidentemente per il ministro i referendum erano solo una perdita di tempo.

Il “pidiellino” ha parlato anche di innovazione. Brunetta ha detto “Una delle vitamine per la crescita è la semplificazione. Perché famiglie e imprese devono fornire certificati alla Pubblica amministrazione che li ha già in casa? Ci sono tante riforme che non costano niente ma che producono crescita”. Non contento, il ministro ha aggiunto “Basta certificato antimafia, basta pacchi di certificati per partecipare ai concorsi. L’obiettivo è eliminare completamente i certificati nei rapporti con la P.A. e sostituirli con autocertificazioni; le certificazioni rilasciate dalla P.A. resteranno valide solo nei rapporti tra privati”.

Dopo queste dichiarazioni shock è scoppiato un putiferio. Non si è fatta attendere la risposta di Roberto Maroni. Il ministro dell’Interno ha dichiarato “La certificazione antimafia non può essere modificata perché è uno strumento indispensabile per combattere la criminalità organizzata e, in particolare, per contrastare le infiltrazioni malavitose negli appalti pubblici”. Maroni ha aggiunto “Il governo ha appena approvato il codice che ha riscritto la normativa sulla certificazione antimafia per renderla più efficace e rapida, venendo incontro alle richieste del mondo delle imprese”.

Nel primo pomeriggio lo staff del ministro Brunetta ha fatto una precisazione per gettare acqua sul fuoco. Il portavoce ha detto “Non scomparirà il certificato antimafia ma solo l’obbligo della sua presentazione. La certezza dei dati non diminuirà ma verrà semmai rafforzata. Cioè, invece di chiedere all’imprenditore di fare il fattorino, saranno queste a procurarsi direttamente la documentazione presso gli uffici competenti. Le amministrazioni certificanti dovranno individuare un ufficio responsabile per le attività volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l'accesso diretto alle informazioni”.

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