Gasparri: Internet è micidiale

Puntata di Porta a Porta del 26 settembre 2011Il 25 settembre 2011 Berlusconi è intervenuto telefonicamente alla festa del PDL a Cuneo. Il premier, oltre a dire delle solite cose(vale a dire i comunisti e altra baggianate varie), ha tirato fuori nuovamente il “pericolo” intercettazioni.

Come anticipato da questo blog, questa settimana torna in Aula il DDL Intercettazioni. Nel testo c’è il comma 29 dell’art.1 che equipara i siti informati(compreso i blog) a una testata registrata e obbliga i gestori a rettificare entro 48 ore una notizia quando richiesto. Se per caso un blogger non ha la possibilità di collegarsi ad internet per 48 o più ore rischia di ritrovarsi una sanzione fino a 12.500 euro.

Ieri(26 settembre), il “vassallo” Bruno Vespa ha seguito il diktak del suo capo ed ha organizzato una puntata di “Porta a Porta” sul il “pericolo” intercettazioni. Tra gli ospiti c’erano Marina Sereni(PD), Luca Palamara(presidente dell’ANM), , i giornalisti Giovanni Valentini e Giorgio Mulé, Clemente Mastella(UDEUR) e Maurizio Gasparri(PDL). Questi ultimi due sono stati i “protagonisti” della puntata.

Il tipo di Ceppaloni ha esordito dicendo che lui ha scoperto di essere intercettato mentre parlava con sua moglie e i suoi figli. Non ha menzionato però che la signora Lonardo in una telefonata disse “Quello è un uomo morto”. E’ logico che deve essere intercettata una tipa che parla in quel modo.

Dopo la premessa sull’intercettazioni, si passa al comma 29 dell’art.1. Vespa esordisce dicendo “C’è anche una norma sull’obbligo di rettifica su Internet. Uno strumento meraviglioso, ma una condanna all’ergastolo, perché una cosa che va su internet ci sta su tutta la vita”. Mulè dice “Si dice che la norma in questione significhi comprimere la libertà. In realtà è giusto equiparare chi posta in rete verità acclarate che non lo sono a giornalisti”.

La discussione va avanti con giornalisti e politici che dicono più o meno le stesse cose. Loro sostengono che l’obbligo di rettifica deve esserci perché bisogna equiparare chi scrive in rete ad un giornalista. Il principio di responsabilità deve valere per tutti. Si potrebbe essere anche d’accordo. Però a questo punto chiedo anch’io le sovvenzioni statali come le hanno i giornali. Dobbiamo essere uguali o no?

Il bello però arriva quando apre bocca Gasparri. Il “pidiellino” ha detto “E’ ancora peggio, la modernità rende impossibile la sanzione. Internet è uno strumento micidiale. Temo ci sia una sostanziale impotenza di fronte a Internet, ma questo non ci deve esimere dal mettere una norma. Ci sono giornali che stanno andando online. Che fai per quelli in rete, non li regoli?”. Che dire? Gasparri parla per cambiare aria alla bocca.

Commenti

  1. vespa non e' un giornalista, e' solo un servo come minzolini - si e' spudoratamente buttato dalla parte di berlusconi, per poter pubblicare libri illeggibili - quando il capo cadra', fara' come ferrara, cambiera' subito bandiera - gasparri e' un caso pietoso!!!!!!

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  2. Non a caso chiamo Vespa un vassallo. I libri di Vespa devono essere usati solo come arma contundente. Se fosse per me, manderei Vespa e Ferrara in Siberia a spalare sterco.

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