Presa Diretta ci spiega la differenza tra Italia e Germania

ItalsiderIeri(25 settembre), è andata in onda la seconda puntata stagionale del programma “Presa Diretta”. La settimana scorsa Riccardo Iacona ci ha parlato dei costi della politica italiana, mentre nella puntata “Il Popolo”  il conduttore è andato a Napoli per “mostrarci” le conseguenze della crisi e cosa significhi vivere nella miseria in Italia.

In Campania si sono persi 300 mila posti di lavoro in pochi anni, a Napoli e provincia il numero degli operai è calato del 48%. Il capoluogo campano era la terza città industriale d’Italia. Oggi Napoli è diventata una cimitero di fabbriche e industrie. Padri e figli lavorano a nero nell’edilizia, nell’industria, nelle botteghe artigiane, nei bar e negli esercizi commerciali con paga da fame. 10 ore al giorno per 20, 30 o 40 euro. Niente contributi previdenziali, assicurazione contro gli infortuni, busta paga, assegni familiari.

L’impoverimento è tangibile tanto che 700 mila persone in Campania vivono grazie ai pacchi alimentari dell’Unione Europea. Molte famiglie rinunciano a mandare i figli a scuola perché non hanno i soldi per le tasse scolastiche e per i libri. In alcune zone 50 per cento degli studenti lasciano gli studi dopo la terza media, prima di aver compiuto il ciclo dell’obbligo.

La crisi però non ha colpito solo la società “normale”. Anche la camorra non riesce più a “mantenere” le famiglie degli spacciatori finiti in carcere. I parenti sono costretti ad andare a ritirare i pacchi degli aiuti dall’Europa, come tutte le altre famiglie povere. Questa sarebbe l’occasione buona per dare il colpo di grazia alla camorra. Basterebbe che lo Stato si presentasse con scuole e lavoro per salvare questa gente dalla criminalità organizzata. Ma lo Stato latita.

La parte più bella della trasmissione è quando il conduttore e i suoi collaboratori mostrano le differenze di sviluppo tra Bagnoli e Ruhr. A vent’anni dalla chiusura del grande stabilimento siderurgico di Bagnoli. La riqualificazione doveva trasformare Bagnoli in un sito turistico. Oggi la zona è ancora uno spazio vuoto. L’auditorium costruito per eventi culturali è fermo perché non è stato dato in gestione ad un priva. E’ fermo anche il centro benessere per lo stesso motivo. A venti anni di distanza non è stata fatta nessuna bonifica delle acque. Il mare di Bagnoli è ancora inquinato da idrocarburi e PCB. Una barriera di massi alta 50 cm separa il mare dalla sabbia.

In Germania, a Ruhr, dopo la chiusura della miniera, la Regione del Land e lo Stato hanno investito più di 300 milioni di euro per la riqualificazione ambientale e la bonifica del territorio. La miniera è diventata un Museo. Ogni anno ci sono 2 milioni e duecento mila visitatori che sono andati al Museo della miniera. Per fare un confronto, a Pompei i turisti sono 2 milioni e seicento mila. Appena quattrocento mila in più. La vecchia miniera è diventata una nuova attività che produce cultura e guadagni. Il Museo ha creato 10 mila posti di lavoro.

Allegato: Puntata intera de “Il Popolo”

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