Standard and Poor’s declassa l’Italia

Standard and Poor'sL’agenzia Standard and Poor’s ha deciso di tagliare il rating sulla capacità di ripagare il debito pubblico dell’Italia, da A+ ad A. Non bastasse ciò, l’agenzia ha bocciato la manovra correttiva del governo.

S&P ritiene che la situazione politica e la fragilità della coalizione di governo in Italia “limitano la capacità” dello Stato di rispondere “in maniera decisa alle sfide macroeconomiche interne ed esterne”. Per l’Agenzia, gli obiettivi di bilancio fissati nella manovra sono “difficili da raggiungere” e le autorità italiane “rimangono riluttanti” ad affrontare le questioni chiave.

Moritz Kraemer, analista di Standard & Poor’s, ha aggiunto “L’Italia corre un rischio ragionevole di un nuovo taglio del rating nei prossimi 12-18 mesi se non tornerà a crescere su ritmi più sostenuti. La politica italiana rende più difficile per il paese rispondere agli shock esterni. La Spagna ha dimostrato una risposta più veloce di quella italiana, varando misure in maniera rapida”.

La notizia non è stata presa bene dal governo. La presidenza del Consiglio dei ministri ha diramato una nota in cui c’è scritto “Il governo ha sempre ottenuto la fiducia del Parlamento dimostrando così la solidità della propria maggioranza. Le valutazioni di Standard and Poor’s sembrano dettate più dai retroscena dei quotidiani che dalla realtà delle cose e appaiono viziate da considerazioni  politiche”. Ogni commento sarebbe superfluo.

Il blog “NonLeggerlo” fa notare che nel 2006 l’opposizione di centro-destra(ora al governo) reagì in modo del tutto differente al taglio di rating dell’Italia. Berlusconi disse “Il Governo Prodi è un governo che, bocciato dalla maggioranza degli italiani, dalla Banca d’Italia, dalla finanza internazionale, dovrebbe avere il buon senso di restituire le chiavi di Palazzo Chigi, prima di arrecare altri e irreparabili danni al Paese”.

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