La giornata contro la violenza sulle donne

25 novembre: La giornata contro la violenza sulle donneLa Giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita dall’Onu nel 1999, scegliendo il 25 novembre come data per la sua celebrazione, in ricordo delle tre sorelle Mirabal, torturate e uccise nel 1960 dai militari del dittatore Trujillo, a Santo Domingo. Nonostante da allora alcuni passi avanti siano stati fatti, almeno nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica, la violenza resta la prima causa di morte tra le donne nel mondo. Una violenza a molte facce: stupri, uccisioni, soprusi fisici e psicologici, di cui spesso sono complici silenzio e solitudine.

I dati ufficiali sugli episodi di violenza contro le donne risalgono alla rilevazione effettuata dall’Istat nel 2006 e pubblicata nel 2007. Sono quasi 7 milioni le donne che tra i 16 e i 70 anni hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita e rappresentano il 31,9%. Le violenze non vengono denunciate nel 96% dei casi così come gli stupri(91,6%). La maggior parte degli stupri, il 69,7%, è commesso dal partner, il 17,4% da un conoscente, solo il 6,2% da estranei. Impressionante il numero delle vittime di violenze sessuali al di sotto dei 16 anni: sono 1 milione e 400 mila.

Un discorso a parte va fatto per lo “stalking”, cioè la persecuzione e le molestie insistenti. Ne sono vittima un italiano su cinque e, pur non essendo catalogabile come violenza di genere, nell’80% dei casi colpisce le donne, secondo l’Osservatorio Nazionale(ONS). In occasione di una campagna antistalking tra gli adolescenti, con la proiezione di un cortometraggio nelle scuole, l’ONS ha effettuato un sondaggio: tra i banchi ne è vittima il 10%(età media 16 anni), il 75% sono ragazze, 1l 25% ragazzi. Il 65% conosce il significato del termine, il 25% denuncerebbe il reato, il 45% si rivolgerebbe a centri specializzati.

I dati raccolti dai 58 centri antiviolenza aderenti a D.i.Re(Donne in rete contro la violenza) rilevano per il 2010 quasi 14 mila nuovi casi. L’avvocato Titti Carrano, presidente dell’associazione, ha dichiarato “Un limite dei dati ufficiali è quello di non fornire numeri sul femminicidio: quante donne sono state uccise, quante di queste avevano prima sporto denuncia, quante avevano avviato una separazione”. Secondo una ricerca della “Casa delle Donne di Bologna” nel 2011 sono state uccise 128 donne. Un dato che purtroppo non è reale. I casi sono molti di più.

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