Le rettifiche della Rai sul canone e la clausola contro la gravidanza

Rai[4]La Rai ha fatto due rettifiche per il putiferio mediatico scoppiato ieri(20 febbraio). La prima riguarda il canone alle imprese che posseggono computer, notebook, tablet e smartphone.

La TV pubblica ha precisato: “La Rai non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer. La lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai si riferisce esclusivamente al canone speciale, dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori, fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, società ed enti, abbiano già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più televisori”.

L’altra questione riguarda la clausola contro la gravidanza presente nei contratti dei collaboratori della Rai. Il direttore generale della Rai, Lorenza Lei, ha annunciato che “non ha alcuna difficoltà a togliere la contestata clausola sulla maternità dai contratti, per una diversa formulazione che non urti la suscettibilità, fatta salva la normativa vigente che non è nella disponibilità della Rai poter cambiare”. Il dg ha aggiunto “Nessun contratto è stato mai risolto(parlare di licenziamento è improprio) a causa di una gravidanza. Al contrario la Rai ha sempre favorito le collaboratrici in gravidanza, ben al di là dei meri obblighi di legge”.

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