Il Partito Democratico è a un bivio

Il Cdm ha approvato il DDL Lavoro. La riforma metterà in difficoltà il Partito Democratico. Il testo verrà votato o no quando arriverà in Parlamento? Il PD è a un bivio.

Elsa ForneroIeri(23 marzo), il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di riforma del mercato del lavoro. Il testo ha molti punti oscuri. Quello più discusso è il licenziamento per motivi economici. La riforma della ministra Fornero apre una falla incredibile per il mercato in uscita. La maggior parte degli imprenditori scriverà il motivo economico come causa di licenziamento. In questo modo il “padrone” se la cava con un risarcimento che varia tra le 15 e le 27 mensilità. Una miseria per il lavoratore.

Il Partito Democratico pensava che con la grande coalizione avrebbe acquistato consenso. Invece, ha fatto risorgere un partito “morto” come il PDL. Dopo quattro mesi si è capito che il governo Monti tartassa solo i “poveracci” senza toccare gli interessi e i privilegi delle solite lobby. Il caso delle commissioni bancarie è a dir poco tragicomico. Nel DL Liberalizzazioni approvato al Senato c’era una norma che rendeva nulle tutte le clausole che prevedono commissioni per la concessione di linee di credito anche in caso di sconfinamenti oltre il limite del fido. I banchieri hanno protestato e i “maggiordomi” hanno cancellato la norma alla Camera. La discussione è durata 3 secondi(video).

Ora il Partito Democratico è a un bivio. Quando il DDL Lavoro arriverà in Parlamento dovrà scegliere se votarlo o far cadere il governo tecnico di Monti. Nel primo caso perderà almeno il 50% del suo elettorato e le elezioni 2013. Il motivo? Dopo la riforma delle pensioni, difficilmente il popolo dimenticherà questa ennesima “inculata”. Gran parte dei voti si sposterebbe verso Lega Nord, IDV e Movimento 5 Stelle. La seconda ipotesi sarebbe quella meno dannosa. Ci sarebbe anche una terza via: quella del dibattito. I tipi e le tipe delle SS accetteranno modifiche al testo? Bel dilemma per il povero PD.

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