La moda della censura. Chiesti i danni per “Il Casalese” e “Assalto al pm”

Il Casalese e Assalto ai pmUn paio di giorni fa è scoppiato il caso de “Il Casalese”, un libro inchiesta scritto da un gruppo di giornalisti(Luisa Maradei, Ciro Pellegrino, Giuseppe Crimaldi, Corrado Castiglione, Antonio Di Costanzo) e distribuito in Italia dalla casa editrice “Cento Autori”. Dal titolo si può intuire che l’opera è “dedicata” a Nicola Cosentino.

Giovanni Cosentino, fratello del “pidiellino”, ha sporto querela contro la casa editrice chiedendo un milione e 200 mila euro di risarcimento per presunta diffamazione. Non bastasse ciò, il Cosentino ha chiesto anche il sequestro e la distruzione delle copie già distribuite in Italia. L’udienza è fissata per il 5 aprile 2012. Ieri(27 marzo), Luigi De Magistris ha postato un messaggio su Facebook. Il sindaco di Napoli ha scritto “Sto con ‘Il casalese’. Ovviamente il libro, non Nicola. Solidarietà agli autori. L’articolo 21 della Costituzione non si tocca”. L’ex pm deve fare i conti anche lui con una querela.

Enza Bruno Bossio, imprenditrice calabrese coinvolta nell’inchiesta “Why Not” e assolta sia in primo grado e poi in appello, ha intentato una causa per diffamazione per alcuni passaggi del libro “Assalto al pm”, scritto dallo stesso de Magistris. Quasi certamente il sindaco di Napoli non potrà avvalersi dell’immunità da parlamentare europeo. Il motivo? La Commissione Giuridica di Bruxelles ha approvato la proposta del relatore Bernhard Rapkay di non concedere l’immunità. Ora sarà l’aula a decidere.

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