Santoro urla agli operai

Nella puntata di "Servizio Pubblico" del 29 marzo 2012 c'è stato un violento battibecco tra Michele Santoro e gli operai di Sestri Ponente.

Michele Santoro e gli operaiIeri(29 marzo), c’era un clima infuocato a “Servizio Pubblico”. I temi della discussione erano la riforma dell’art.18 e il problema esodati. La rissa verbale è scoppiata quando un operaio collegato da Sestri Ponente ha urlato “Ci state ammazzando tutti”. Una volta tornati in studio, il conduttore Michele Santoro ha provato a ristabilire la calma.

Il giornalista ha detto “Siccome da lì vengono queste voci che non ho ben capito. Vi voglio far sentire una che ho ben capito”. A quel punto interviene un altro operaio che urla “Non avete capito. Io vado in pensione a 67 anni. Non capite questa piazza”. Santoro risponde “Noi abbiamo capito, abbiamo capito benissimo. Se voi volete soltanto capirvi da soli, e non capite che noi siamo dalla vostra parte, allora avete perso! Noi non siamo contro di voi, è questo che dovete capire”.

Commenti

  1. Perchè gli operai si prestano a queste pagliacciate televisive? Basta andare da Santoro, a Ballarò o quqalsivoglia trasmissione televisiva, si offre solamente l'opportunità a personaggi tipo Santoro di fare cassa sulle spalle della gente che soffre. Poi, per restare sulla trasmissione Servizio Pubblico del 29 marzo 2012 alla fine ti propina vignette blasfeme e volgari (crocefisso di bambù e topo che esce dal deretano) dopo che si sono trattati argomenti di rilevanza vitale per migliaia di persone. Bravo Santoro!

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  2. @Anonimo

    Non sono d'accordo con te. Gli esodati(o chiunque altro) devono sfruttare queste trasmissioni per far portare alla ribalta il loro problema. La maggioranza degli italiani non conosce il caso degli esodati. Riguardo a Vauro, ultimamente giro sempre su "Piazza Pulita" quando entra il vignettista.

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  3. Il problema esodati, disoccupati Over40 Over 50, la disoccupazione giovanile e il problema lavoro nel suo complesso è conosciuto dalla maggioranza degli italiani. Non tutti, non molti conosceranno i numeri di questo disagio, ma la crisi del mondo del lavoro che ha coinvolto a vario titolo una famiglia su due in Italia non può non essere sconosciuto. Al di là di queste considerazioni, il problema di fondo è che trasmissioni tipo Servizio Pubblico nella fattispecie della puntata del 29 marzo 2012 servono solamente per un lecito e doveroso tornaconto economico per le casse della produzione e di Santoro stesso. La questione è che tutto ciò non può avvenire sfruttando le disgrazie altrui. Il palcoscenico per far conoscere ai più il problema non è sicuramente Servizio Pubblico ma la piazza oppure indagini giornalistiche di più serio e dettagliato impegno socilae, tipo Report. Per concludere, ribadisco che tutti coloro che vogliono urlare il loro disagio inerente alle questioni del lavoro, per restare nel tema, evitino di farsi strumetalizzare ma sopratutto di parteciapare a trasmissioni del genere dove lo sfruttamento della disavventura diventa spettacolo, inutile spettacolo.

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  4. @Anonimo

    "Report" e "Presa Diretta" sono al top. Il resto è solo strumentalizzazione. Meglio parlarne male che non parlarne affatto. Ma questa è solo una mia opinione. Riguardo a "Servizio Pubblico", la colpa è anche degli operai che si fanno strumentalizzare. Ci vuole testa per parlare.

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