Cdm: Tagli di spesa per 4,2 miliardi nel 2012. Bondi commissario straordinario

Il Consiglio dei Ministri ha tracciato le linee guida della spending review. Nel 2012 ci saranno tagli per 4,2 miliardi di euro. Bondi nominato commissario straordinario.

Enrico BondiDopo quasi 5 ore si è concluso il Consiglio dei Ministri. Il governo dei tecnici ha programmato i tagli di spesa per il 2012 con la spending review. L’importo è di 4,2 miliardi di euro e scongiurerà l’innalzamento di due punti dell’IVA(dal 21% al 23%) previsto per ottobre. Enrico Bondi è stato nominato commissario straordinario.

Un comitato interministeriale sulla spending review presieduto dal presidente del Consiglio dei ministri Monti e composto dal ministro dei rapporti con il Parlamento Giarda, dal ministro della Funzione pubblica Patroni Griffi, il viceministro Grilli e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Catricalà. Il Comitato avrebbe due mesi di tempo per verificare tutti gli elementi della spesa pubblica non vincolanti(ad esempio pensioni e stipendi) con l’obiettivo di realizzare tagli senza danneggiare i cittadini.

Per l’applicazione del provvedimento sullo spending review arriverà un commissario straordinario, che vigilerà sulla razionalizzazione della spesa su acquisti di beni e servizi: su proposta del ministro Piero Giarda il governo ha deciso che sarà Enrico Bondi. Bondi sarà attuatore, per questo specifico aspetto, delle scelte politiche di cui ha delega il ministro Giarda. La nomina di Enrico Bondi sarà definita con un apposito decreto del premier, che ne definirà anche la durata. Il commissario straordinario dovrebbe restare in carica per un anno, non oltre. Nel video allegato potete guardare l’entrata in scena del nuovo commissario straordinario.

L’attività di revisione della spesa di ogni amministrazione, spiega la bozza sulla spending review, dovrà concentrarsi su 11 punti. Tra i capitoli oggetto di revisione: riduzione in termini monetari della spesa per l’acquisto di beni e servizi, ridimensionamento delle strutture dirigenziali, compattamenti di uffici e amministrazioni, eliminazione di spese di rappresentanza e convegni “salvo casi eccezionali”. Si partirebbe della revisione dei programmi di spesa e dei trasferimenti eliminando “le spese non indispensabili”. L'ultimo punto prevedrebbe lo stop alle sentenze che riconoscono miglioramenti economici agli statali.

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