Cgia: Metà stipendio in tasse. L’Italia perde una posizione nella classifica Ocse

Metà stipendio se ne va in tasse e contributi. Questo è quello che emerge da un'analisi di Cgia di Mestre. L'Italia perde una posizione nella classifica Ocse.

Retribuzione netta e lordaIl potere d’acquisto degli italiani si sta riducendo gradualmente. Gli stipendi non aumentato, mentre negli ultimi anni c’è stato un incremento spaventoso della pressione fiscale. Il governo Monti sta perdendo tempo con l’art.18, mentre il vero problema è il costo del lavoro.

Secondo un’analisi effettuata dalla Cgia di Mestre,  un operaio occupato nell’industria con uno stipendio mensile netto di 1.226 euro costa al suo titolare ben 2.241 euro.  Questo ultimo importo è dato dalla somma della retribuzione lorda(1.672 euro)  e dal prelievo a carico del datore di lavoro(pari a circa 568 euro). Le cose non vanno meglio ad un ipotetico impiegato che lavora in una azienda industriale e che guadagna 1.620 euro mensili netti. Al suo datore di lavoro costa ben 3.050 euro. Questa cifra è data dalla somma tra la retribuzione lorda(2.312 euro) ed il prelievo a carico del suo titolare(738 euro).

Dal rapporto “Taxis wages” risulta che l’Italia è scivolata dal 22° al 23° posto nella classifica dei 34 Paesi membri dell’Ocse relativa al peso delle tasse sui salari. Il cuneo fiscale nel nostro Paese è al 47,6%. L’Italia finisce dietro a Spagna, Irlanda e a tutti i grandi Stati europei, come Francia, Germania e Gran Bretagna, e viene superata anche dall’Ungheria.

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