Istat: Al Nord il sorpasso del matrimonio civile

Rapporto Istat sul 2011, sposarsi in chiesa resta la scelta preponderante a livello nazionale ma nel settentrione per la prima volta si celebrano più nozze in Comune.

Aumentano i matrimoni civiliPer il quarto anno consecutivo scende il numero dei matrimoni: nel 2011 ne sono stati celebrati 208.702, quasi novemila in meno dell’anno precedente; di conseguenza, il tasso di nuzialità passa da 3,6 a 3,4 per mille. Pur se in calo(da 4,4 a 4,1 per mille), il tasso di nuzialità del Mezzogiorno supera la media nazionale. Lo scrive l’Istat nel rapporto “Annuario statistico italiano 2012”.

Il matrimonio religioso resta la scelta più diffusa(60,2%), ma sono sempre di più le coppie che decidono di sposarsi davanti all’ufficiale di stato civile, da 79 mila nel 2010 a circa 83 mila nel 2011. Nelle regioni del Nord il matrimonio civile ha superato quello religioso: 51,2% contro al 48,8%. È soprattutto nelle regioni meridionali a prevalere un modello di tipo tradizionale, dove la percentuale dei matrimoni celebrati con rito religioso è del 76,3%. Al Centro siamo quasi in parità(50,1% contro 49,9%).

Nel 2011 il numero medio di figli per donna si attesta a 1,42 a livello nazionale(1,41 l’anno precedente), ma raggiunge il valore di 1,48 nel Nord, che si conferma la ripartizione con la fecondità più alta. All’interno dell’Unione Europea a 15 Paesi(dati 2010) l’Italia si colloca al quarto posto per bassa fecondità, preceduta da Portogallo(1,36 figli per donna), Spagna(1,38) e Germania(1,39). Nell’UE 27 i paesi con un minor numero medio di figli per donna sono la Lettonia(1,17), l’Ungheria(1,25) e la Romania(1,33 ); l’Italia si posiziona al decimo posto. Le donne diventano madri sempre più tardi: 31,3 anni è l’età media al parto in Italia, il valore più alto fra i paesi europei, lo stesso di Liechtenstein e Svizzera; seguono Irlanda e Regno Unito(31,2).

Secondo i dati Istat, gli italiani sono sempre più longevi. L’Italia è un Paese di anziani e di conseguenza aumenta l’assistenza domiciliare. Secondo le stime relative al 2011, la speranza di vita alla nascita migliora sia per gli uomini(79,4) che per le donne(84,5), grazie all’influenza positiva della riduzione dei rischio di morte a tutte le età. Inoltre gli italiani sembrano stare in buona salute anche se non perdono il vizio della sigaretta, soprattutto i giovani e le donne di mezza età.

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