Confcommercio: Italiani lavorano più dei tedeschi

Il rapporto di Confcommercio traccia un quadro allarmante per la dinamica del PIL(stime tagliate a -1,7% per il 2013) e dei consumi (quest'anno previsto -2,4%). In Italia si lavora di più, ma si produce di meno.

In Italia si lavora di più ma si produce di menoDal 2006 al 2011 in Italia la crisi economia ha creato 615 nuovi poveri al giorno, per un totale di 1,120 milioni di persone. Il numero complessivo è così passato da 2,3 a 3,5 milioni, e secondo le ultime valutazioni potrebbe ulteriormente lievitare a 4 milioni nel 2013. E’ la stima di Confcommercio nel rapporto presentato al Forum di Cernobbio.

Il tasso di disoccupazione è dell’11,7%, pari a 3 milioni di persone, cui si aggiungono 680 mila scoraggiati e 200 mila cassintegrati. La quota di occupati è simile a quella della Spagna: lavora solo il 37% della popolazione, mentre in Germania è il 49,3%. La maggiore flessibilità introdotta nel mercato del lavoro in Italia tra il 2004 e il 2007 ha prodotto qualche beneficio in termini di riduzione della disoccupazione giovanile. Gli italiani lavorano di più e producono meno.

Le analisi parlano chiaro: sia nel caso dei lavoratori dipendenti sia in quello di professionisti e autonomi, nel 2011 hanno lavorato in media 1.774 ore ciascuno. Vale a dire il 20% in più dei francesi e il 26% in più dei tedeschi. I lavoratori indipendenti, autonomi o professionisti, in Italia lavorano quasi il 50% in più del lavoratore dipendente: in cifre, 2.338 ore contro 1.604. In media, ogni lavoratore italiano produce una ricchezza mediamente pari a 36 euro per ogni ora lavorata.  Rispetto a noi, i tedeschi producono il 25% in più e i francesi quasi il 40% in più.

La Confcommercio stima un calo del PIL peggiore delle previsioni: per il 2013 il taglio è dell’1,7%, mentre 5 mesi fa era indicato un -0,8%. Timide speranze per il 2014: +1%. Complessivamente, la riduzione del PIL pro capite sarebbe pari al 10,7% dal 2007, anno pre-crisi. Nel 2012 i consumi sono crollati del 4,3%, con il calo peggiore dal 1946. Il calo dovrebbe continuare anche quest’anno, con un -2,4%. Timido miglioramento nel 2014: +0,3%. Mariano Bella, direttore dell’Ufficio studi di Confcommercio, si è detto pessimista: “Non ci aspetta più soltanto qualche mese, ma almeno un anno di gravi difficoltà”.

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