Borghi: L’euro è contro gli operai

Claudio Borghi parla dell'euro e delle sue conseguenze sul mercato del lavoro. Guarda il video.

Claudio BorghiLa crisi economia non si placa. A marzo 2013 il tasso di disoccupazione era all’11,5%. Da alcuni anni a questa parte le aziende offrono solo contratti precari con stipendi ridicoli. Altre aziende preferiscono investire all’estero. Come mai? E’ colpa solo della politica?

Claudio Borghi sostiene che il problema non è l’inefficienza della politica, ma l’euro. La moneta unica ha conseguenze anche sul mercato del lavoro. L’economista ha detto: “Ma non vi viene il sospetto che c’è qualcosa che non quadra in questo sistema? Siete in un sistema economico sbagliato. Lo diceva Napolitano nel 1978, quando con il PC votò contro lo SME. Napolitano nel suo discorso disse che se non si svaluta la moneta si svaluta il lavoro. Noi andiamo fuori competitività e questo porta disoccupazione. Allora a quel punto le imprese costringono, con lo strumento della disoccupazione, ad accettare tagli salariali”. Borghi ha aggiunto: “L’euro comporta che, se vuoi combattere con la Germania o con altri paese, devi precarizzare il lavoro e distruggere i salari.  E’ quello che fanno in Grecia o in Spagna. Invece di capire che la causa è l’euro danno la colpa ad altre cose. Siamo in un Europa sbagliata. L’euro è contro gli operai”.

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