Dove prenderanno i 50 miliardi di euro per il fiscal compact?

Nel 2015 ci sarà una spada di Damocle sulla testa degli italiani: il fiscal compact. Dove prenderanno i 50 miliardi di euro all'anno per ridurre il debito?

Enrico Letta e Matteo RenziIn questi giorni stiamo assistendo all’ennesimo teatrino della politica italiana. I nostri governanti hanno difficoltà a reperire 2,4 miliardi di euro per non farci pagare la seconda rata dell’IMU. Come andrà a finire? Semplice. Ci sarà l’ennesima accisa sui carburanti.

Enrico Letta sostiene che il suo governo durerà almeno fino al 2015. Non è una data a caso. Nel 2015 ci sarà una spada di Damocle sulla testa degli italiani: il fiscal compact. A molti questo nome dirà poco o nulla. Il fiscal compact è un accordo approvato con un trattato internazionale il 2 marzo 2012 da 25 dei 27 stati membri dell’Unione europea. Il patto contiene una serie di regole, che sono vincolanti per il principio dell’equilibrio di bilancio. Il trattato è stato promulgato in Italia nel luglio 2012. Il Fiscal compact prevede due regole ferree: riduzione del debito e pareggio di bilancio.

La prima impone che il rapporto deficit/PIL debba essere pari al 60% o meno. L’Italia si impegna a raggiungere questo obiettivo in 20 anni, riducendo dunque di un 5% annuo il proprio indebitamento. La seconda regola ha introdotto il pareggio di bilancio in Costituzione. Questo significa che ad ogni investimento fatto deve corrispondere almeno un pari importo in entrata o un taglio nella spesa pubblica. Si parte nel 2015. Chi sarà al governo dovrà trovare 50 miliardi di euro per ridurre il debito. Dove prenderanno questi soldi? Letta non risponde, ma anche Matteo Renzi(il nuovo che avanza) preferisce evitare questa domanda.

Commenti

I post più letti negli ultimi sette giorni

Concorso per Vigili Urbani del Comune di Napoli

Confindustria propone tassa sul contante

Stipendi dei dirigenti del Comune di Napoli

Koulibaly e Ghoulam alla scuola Elsa Morante di Scampia

L’inutile sfogo di Ancelotti per gli spogliatoi del San Paolo

Impianti Universiadi abbandonati al degrado