Scontro Renzi-CGIL sull’articolo 18. Serve questa riforma?

"Mi sembra che il presidente del Consiglio abbia un po’ troppo in mente il modello Thatcher". Lo ha dichiarato la CGIL. La risposta di Renzi: "Noi vogliamo il mercato del lavoro in cui ci sono cittadini tutti uguali". Chi ha ragione?

Matteo RenziLa modifica dell’articolo 18 è diventato il tema di discussione dei politicanti e dei giornalisti con la tasca piena. Matteo Renzi e i suoi seguaci sostengono che senza l’articolo 18 si creeranno nuovi posti di lavoro. E’ così? Anche il fuffatore automatico sa che è una baggianata colossale. Allora perché ha preso di mira l’articolo 18? La risposta è semplice: Renzi vuole fare questa riforma per ottenere la flessibilità sui vincoli europei.

La maggioranza degli imprenditori chiede a gran voce una riduzione drastica delle tasse sul lavoro. Ma per i politici l’importante è togliere i diritti a tutti per cancellare l’apartheid lavorativo. Troppo facile tagliare i diritti e gli stipendi degli altri. Quando il signor Renzi mi dimostrerà che si può lavorare e vivere degnamente con 500 euro al mese senza diritti, io gli darò la credibilità che chiede. Ora resta solo un ciarlatano spara minchiate. L’abolizione dell’articolo 18 importerà in Italia il modello lavorativo della Cina e del Bangladesh. Come prevedibile, l’attacco all’articolo 18 ha generato lo scontro con la CGIL.

Susanna Camusso ha dichiarato: “Non stiamo difendendo noi stessi: chi vorrebbe cancellare l’articolo 18 sta cancellando la libertà dei lavoratori. Mi sembra che il presidente del Consiglio abbia un po’ troppo in mente il modello Thatcher”. La risposta di Renzi non si è fatta attendere. Il premier ha pubblicato un video in cui afferma di non pensare come Margaret Thatcher. Tra una baggianata e l’altra, il premier gelataio ha tirato fuori nomi a caso per non dire nulla. Renzi ha detto: “Noi non vogliamo il mercato del lavoro di Margaret Thatcher. Noi vogliamo il mercato del lavoro in cui ci sono cittadini tutti uguali”. Uguali può significare anche tutti schiavi. Auguri Italia.

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