Spesa Sanità Italia -25% rispetto a UE

Il 10° rapporto del Centro universitario per la ricerca economica sulla sanità di Tor Vergata evidenzia che il divario di uscite tocca il 35% se si prendono in considerazione solo gli over 65.

10 Rapporto SanitàCrolla un altro mito propagandistico degli economisti liberisti. L’Italia spende molto meno rispetto ad altri Paesi dell’Eurozona per la Sanità. Lo rivela il 10° Rapporto Sanità dell’Università Tor Vergata. Nel 2012, rispetto al decennio precedente, il gap tra spesa pro-capite italiana e gli altri Paesi è cresciuto di 5,7%, arrivando al -25,2%. E addirittura del 34,9% in rapporto alla popolazione over 65.

Il gap delle regioni del Nord rispetto all’Europa è di -20,1%, quello del Sud salta al -33,3%. Di conseguenza emergono differenze fortissime anche all’interno del Paese. Se la Valle d’Aosta spende 3.169 euro per cittadino, la Campania si ferma a 2.061 euro: un differenziale del 53,8%. Il dato trova conferma anche depurandolo dall’effetto demografico(nelle regioni del Nord si spende di più anche perché la popolazione è mediamente più anziana): la differenza tra le due regioni resta del 48,3%. In 10 anni, la spesa a carico dei cittadini, per farmaci di classe A, è aumentata del 69,4%. Resta il nodo della insufficiente diffusione dell’assistenza domiciliare: solo in Emilia Romagna si supera il tetto del 10% di anziani over 65 assistiti a domicilio. In ben 11 regioni(Valle d’Aosta, Bolzano, Toscana, Piemonte, Puglia, Campania, Marche, Calabria, Liguria, Trento, Molise) questa percentuale scende sotto il 4%.

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