Scajola si salva con la prescrizione per la casa al Colosseo

Non un’assoluzione, ma una prescrizione. E’ così che si conclude il processo a Claudio Scajola per la casa con vista sul Colosseo, quella pagata “a sua insaputa”.

Claudio ScajolaReato prescritto per l’ex ministro dello Sviluppo Claudio Scajola, in merito alla compravendita di una casa vicino al Colosseo, quella pagata “a sua insaputa”. Lo ha deciso la Corte d’Appello di Roma. In primo grado era stato assolto.

Stralciata la posizione dell’imprenditore Diego Anemone(a processo con l’accusa di avergli pagato parte della casa), per un difetto di notifica al suo difensore. Scajola era accusato di finanziamento illecito ad un singolo parlamentare. Il procuratore generale Otello Lupacchini aveva chiesto la condanna a 3 anni di reclusione. L’ex esponente del PDL ha commentato: “Questo processo ha causato tutto il casino nella mia vita”. Quando uscì la notizia dell’inchiesta Scajola si dimise da ministro per lo Sviluppo, mentre la stessa vicenda della casa di Roma fu alla base dell’esclusione dell’ex parlamentare dalle liste di Forza Italia per le Europee 2014. Scajola resta ai domiciliari per un’altra vicenda giudiziaria che coinvolge l’ex parlamentare Matacena.

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