ILO: Cresce forbice produttività-salari

Cresce la parte di PIL che va al capitale, mentre cala quella che va al lavoro. E' quello che emerge dal rapporto “Global Wage Growth” dell’ILO.

Produttività-SalariLa forbice tra tassi di crescita della produttività del lavoro(il valore dei beni e servizi prodotti per addetto) e gli incrementi salariali continua ad aumentare nei paesi industrializzati. Lo sostiene il rapporto biennale “Global Wage Growth” dell’ILO, l’Organizzazione internazionale del lavoro.

La forbice si è allargata: cresce la parte di PIL che va al capitale, mentre cala quella che va al lavoro. Ciò significa che lavoratori e famiglie stanno ricevendo una quota minore di crescita economica, mentre i detentori di capitali ne stanno beneficiando di più. La forbice tra i due indici(foto), pari a 1,8 punti nel 2000, si è infatti fortemente allargata dopo la crisi finanziaria, con l’indicatore sugli incrementi della produttività a circa 117 punti nel 2013 e quello sui salari a 106 punti. Secondo il rapporto dell’ILO, la crescita dei salari ha subito un rallentamento, passando dal 2,2% del 2012 al 2,0% nel 2013. Un dato ancora lontano dal 3% del periodo precedente alla crisi. Il rapporto dimostra che le donne, i migranti e i lavoratori dell’economia informale sono penalizzati sul piano salariale.

I salari sono la principale fonte di reddito delle famiglie nei paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo, ma lo sono soprattutto per le classi medie, mentre il 10% più povero e il 10% più ricco dei nuclei familiari dipendono in varia misura anche da altre fonti di reddito. Rosalia Vazquez-Alvarez, economista e specialista ILO per le questioni salariali, ha dichiarato: “In molti paesi, le disuguaglianze iniziano nel mercato del lavoro e dipendono in taluni casi dalla distribuzione dei salari e dell’occupazione”. Le recenti tendenze in materia di disuguaglianze non sono omogenee ma, nella maggior parte dei paesi in cui sono aumentate, come negli Stati Uniti o in Spagna, la causa principale sta nelle variazioni salariali e nell’occupazione. Al contrario, in paesi in cui si è registrata una riduzione delle disuguaglianze come in Brasile, in Argentina e Russia, i salari e l’aumento dell’occupazione sono stati i principali fattori di riduzione delle disuguaglianze.

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