Standard & Poor’s declassa l’Italia al livello BBB-

L'agenzia internazionale che dà giudizi sul debito di aziende e Stati ha abbassato il merito di credito da BBB a BBB-. Siamo allo stesso livello di Bulgaria e Romania.

Matteo RenziL’agenzia Standard & Poor’s ha tagliato il rating dell’Italia da BBB a BBB-. L’outlook invece è rivisto al rialzo: da negativo è stato fissato a stabile. E’ la prima volta nella storia che l’Italia si trova così in basso nel “ranking”. Ora siamo allo stesso livello di Bulgaria e Romania, manca solo un gradino per diventare “spazzatura”.

L’agenzia di rating americana scrive: “Prendiamo atto che il premier Renzi ha fatto passi in avanti con il Jobs Act, tuttavia non crediamo che le misure previste creeranno occupazione nel breve termine. Come conseguenza, il già elevato tasso di disoccupazione potrebbe peggiorare fino a quando non arriverà una sostenibile ripresa economica”. I problemi del nostro Paese sono il forte aumento del debito pubblico e una crescita perennemente debole. Standard & Poor’s prevede che l’Italia uscirà dalla recessione nel 2015 ma la crescita sarà di un modesto +0,2%. “Il giudizio di S&P non è una bocciatura del Jobs Act, dicono che le riforme vanno bene ma bisogna andare più veloce”. E la valutazione di fonti del governo italiano. Prima o poi ti schianti se vai sempre a tavoletta.

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