Charlie Hebdo, storia di satira irriverente

Il settimanale satirico francese ha un orientamento libertario e repubblicano. Nel 2006 la pubblicazione di vignette su Maometto provocano una serie di minacce e nel 2011 un attentato incendiario contro la redazione.

Una vignetta di Charlie HebdoQuello contro il settimanale satirico “Charlie Hebdo” è l’attentato più cruento in Francia dal 1961, ai tempi della guerra di Algeria. Un attentato dell’Oas anti-indipendenza provocò 28 morti il 18 giugno: una bomba colpì il treno Strasburgo-Parigi a Vitry-Le-François. Pubblicato la prima volta nel 1970, Charlie Hebdo è un giornale satirico di tradizione libertaria e repubblicana, dal tono irriverente e anticonformista, noto per le sue vignette.

L’azione di critica è rivolta in primis alla difesa delle libertà individuali, civili e collettive, com’è difeso il diritto alla libertà d’espressione a partire dal proprio interno: non è infatti raro che i differenti redattori si siano trovati in disaccordo su temi più o meno importanti, per esempio in occasione del Referendum sulla Costituzione Europea. Nel 2006 il giornale suscitò polemiche pubblicando una serie di caricature del profeta Maometto, Sharia Hebdodiffuse inizialmente dal quotidiano danese “Jyllands-Posten”. In Italia le vignette vennero riprese dal ministro delle Riforme Roberto Calderoli che in un’intervista televisiva indossò una maglietta con le illustrazioni, un episodio che scatenò forti reazioni popolari nel mondo arabo, culminate con alcuni morti in Libia. A fine 2011, la redazione venne completamente distrutta da un incendio doloso e il sito del giornale venne attaccato dagli hacker dopo un numero speciale denominato “Charia Hebdo”(foto). Nella copertina odierna la foto dello scrittore Houellebecq, autore di “Sottomissione”, romanzo sull’arrivo in Francia di un presidente islamico. Fumetto profetico in un numero precedente: “Ancora nessun attentato?”.

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