Cgia: Dal 2010 spesa pubblica aumentata di 27,4 miliardi

Tra il 2010, anno in cui sono state introdotte le prime misure di austerità, e il 2014, la spesa corrente è aumentata di 27,4 miliardi di euro. Lo rivela la Cgia di Mestre.

Spesa pubblica in aumento nonostante la spending reviewLa parola spending review è entrata di diritto nel nostro vocabolario il 30 aprile 2012, quando Mario Monti nomina commissario Enrico Bondi. Il dirigente toscano aveva il compito di spulciare la spesa pubblica per individuare gli sprechi. All’inizio del 2013 Bondi si dimise per diventare revisore delle liste di Scelta Civica.

Gli successe Mario Canzio, che rimase quattro mesi senza lasciare tracce. Il posto rimase vacante fino a ottobre 2013 quando il governo Letta nominò Carlo Cottarelli. Sappiamo tutti come è andata: l’economista è tornato a lavorare al Fondo Monetario Internazionale dopo mesi di incomprensioni e tensioni con Matteo Renzi. Una domanda sorge spontanea: il “lavoro” fatto dai tre commissari ha fatto risparmiare le casse dello Stato? No, la spesa pubblica italiana continua a crescere. E’ quello che viene fuori da uno studio condotto dalla Cgia di Mestre. Tra il 2010 e il 2014, le uscite di parte corrente al netto degli interessi sul debito, costituite dalle spese per il personale, dai consumi intermedi e dalle prestazioni sociali, sono salite di 27,4 miliardi di euro.

Uscite correnti in aumento anche rispetto al PIL: se nel decennio in corso l’incidenza era pari al 41,4%, nel 2014 ha toccato il 42,8% e la macchina pubblica è costata 692,4 miliardi di euro. Negli ultimi 5 anni, invece, la spesa per gli investimenti è crollata del 23,9%, pari a una riduzione in termini assoluti di 15,4 miliardi di euro. Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, ha dichiarato: “Senza una drastica e strutturale sforbiciata alla spesa pubblica improduttiva, è impensabile ridurre il carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese. Per questo, l’Esecutivo deve riprendere in mano il lavoro lasciato a metà dall’ex commissario Cottarelli e portarlo a compimento”. E così a Palazzo Chigi il tema della spending review torna alla ribalta e il premier Renzi chiama Yoram Gutgeld e Roberto Perotti, economisti, per risolvere la questione. Altri soldi buttati?

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