Bankitalia: 1,4 punti in più di PIL da QE

Il deprezzamento dell'euro potrebbe portare a un aumento delle esportazioni italiane cumulativo di quasi 4 punti percentuali nel biennio 2015-2016. Ma il problema dell'Italia restano i consumi interni.

Una donna cerca casaDal Quantitative Easing può arrivare un contributo alla crescita del PIL italiano pari a 0,5 punti percentuali nel 2015 e di quasi 1,4 punti percentuali complessivi nel biennio 2015-2016. E’ quello che sostiene la Banca d’Italia in un rapporto pubblicato oggi(29 aprile).

Il programma di acquisto di titoli varato dalla Banca Centrale Europea ha fatto deprezzato l’euro: dall’inizio del 2015 ad oggi la moneta unica ha perso 0,10 punti sul dollaro. Bankitalia scrive: “Il calo dell’euro si rifletterebbe in particolare sulle esportazioni, che nel biennio aumenterebbero cumulativamente di quasi 4 punti percentuali. L’inflazione dovrebbe salire di 1,2 punti percentuali nel 2015-2016”. Peccato che il problema principale dell’Italia sia la mancata ripresa dei consumi interni che provoca tanti problemi nella grande distribuzione organizzata e non solo. Nei giorni scorsi Auchan ha annunciato 1.460 licenziamenti mentre Mediaworld ha comunicato la chiusura di 7 punti vendita. Per la cronaca, il Codacons ha rilevato che i consumi sono calati di 80 miliardi di euro dal 2007 al 2014. Ma di cosa parliamo? Per il momento il Quantitative Easing della BCE sta favorendo solo la Germania.

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