Bagnai smonta falso problema demografico dell’Italia

"Non mi piace il messaggio che dobbiamo prendere i migranti perché non facciamo più figli". E' quello che ha dichiarato Alberto Bagnai ad "Omnibus". Guarda il video.

Alberto BagnaiLa popolazione italiana registra una crescita vicina allo zero. Il movimento naturale della popolazione(nati meno morti) ha fatto registrare un saldo negativo di quasi 100 mila unità. Lo comunica l’Istat, evidenziando che al 31 dicembre 2014 risiedevano in Italia 60.795.612 persone, di cui più di 5 milioni(8,2%) di cittadinanza straniera. Il saldo complessivo apporta un incremento di 12.944 unità, addirittura negativo per la popolazione femminile(-4.082).

Perché gli italiani non fanno figli? Questa è la domanda che dovrebbero farsi ogni giorno gli “illustri” giornalisti e intellettuali italiani. Invece cosa accade? I media prendono la palla al balzo per giustificare l’invasione di migranti provenienti dall’Africa per fermare il calo demografico. A parte il fatto che 60 milioni di persone in un paese piccolo come l’Italia forse sono già troppi, ma quello che mi fa arrabbiare e che questi ciarlatani non dicono mai come stanno le cose. Gli italiani non fanno più figli per un motivo: crescere un bambino costa tempo e denaro. Capita che chi ha i soldi non ha tempo libero perché lavora troppo e chi è senza un’occupazione non ha denaro per accudire un figlio. E’ un cane che si morde la coda. Le nascite torneranno a crescere solo se calerà drasticamente la disoccupazione.

Ad “Omnibus”, Alberto Bagnai ha dichiarato: “Demograficamente non siamo tanto fragili come la Germania ma lo stiamo diventando. Nel 2014 eravamo al quinto anno di crisi economica gestita da governi collusi con gli interessi stranieri che hanno praticato politiche di austerità per raccogliere risorse con la quale tappare buchi delle banche estere”. L’economista ha aggiunto: “Non mi piace il messaggio che dobbiamo prendere i migranti perché non facciamo più figli. Sono per l’accoglienza, ma sono anche mettere gli italiani in condizioni di riprodursi se lo desiderano. Queste condizioni di vita normale non esistono per scelte di politica economica sbagliate, molte delle quali derivano dalla matrice europea”.

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