TFR in busta paga? Un flop

I dati dei Consulenti del Lavoro: chi rifiuta l'opzione dice che la tassazione ordinaria è troppo penalizzante.

OperaioL’intervento sul TFR in busta paga si conferma un flop a causa dell’imposizione ordinaria, troppo penalizzante per il lavoratore. E’ quanto emerge da una stima dei Consulenti del lavoro.

Nei primi 5 mesi dall’avvio della norma solo 8.420 lavoratori, lo 0,83%, ha chiesto il TFR in busta paga. Volano invece nei primi 8 mesi 2015 le richieste di anticipazione(+26,6%), ovvero la possibilità di chiedere al datore di lavoro, in presenza di almeno 8 anni di anzianità, fino al 70% del TFR maturato per l’acquisto, la ristrutturazione della casa o per spese sanitarie. L’anticipazione viene erogata a tassazione separata, quindi più favorevole per il lavoratore. Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi, ha dichiarato: “Questo aumento deriva dal fatto che è consentito comunque trovare un accordo e erogare quindi il TFR in anticipo. I dati dimostrano che le famiglie hanno comunque bisogno di liquidità derivante dalla crisi economica e dalle difficoltà di accedere al credito bancario”.

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