Lo Stato paga i debiti de L’Unità di Renzi

107 milioni di euro dei contribuenti sono serviti per pagare i debiti del giornale "L'Unità". Tutta colpa di una legge varata da Prodi.

Maria Elena Boschi legge L'UnitàBrutte notizie per i contribuenti italiani. Pochi giorni fa, lo Stato ha sborsato 107 milioni di euro per ripianare i debiti del giornale “L’Unità”. “Il Corriere della Sera” e il programma “Report” di Milena Gabanelli avevano già raccontato come il rischio che si è materializzato fosse concretissimo. Ma andiamo con ordine.

Nel 2000 i DS avevano generosamente deciso di accollarsi la drammatica esposizione bancaria del giornale, che stava imboccando il tunnel di una crisi durissima. E qui arriva l’ennesima fregatura per i contribuenti. Il motivo? La legge n.224 del luglio 1998, varata dal governo Prodi e che oggi non esiste più, permise di trasferire la garanzia posta dallo Stato fin dal 1987 sui debiti dei quotidiani di partito “anche a soggetti diversi dalle editrici concessionarie”. In pratica, se un partito non è in grado di pagare i debiti dell’editore e non ci sono altri beni aggredibili, le banche creditrici possono battere cassa alla presidenza del consiglio. Cosa fanno i DS(ora Partito Democratico)? Nel 2007 blindano gli immobili dentro ad una fondazione per evitare il pignoramento. Oggi, le banche creditrici, non avendo più neppure un mattone da pignorare, hanno preteso di escutere la garanzia dello Stato sui debiti residui. La cosa drammatica è che “L’Unità” è diventato il giornale di propaganda del premier Matteo Renzi.

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