BCE: Più grave crisi su occupati Italia

Tra il secondo trimestre 2013 e il primo trimestre 2015 il livello di occupati italiani è rimasto pressoché invariato.

Matteo RenziProsegue la ripresa economica in modo graduale ma disomogeneo, anche nell’area euro malgrado rischi al ribasso. Invariate le stime del PIL: +1,5% nel 2015, +1,7% nel 2016, +1,9% nel 2017.

La Banca Centrale Europea sottolinea poi nel bollettino che l’afflusso di migranti inciderà sui bilanci, in particolare dei Paesi coinvolti. Per il 2016 vanno dallo 0,35% del PIL in Austria, allo 0,2% in Italia e Germania fino allo 0,1% in Belgio e Slovenia. In Italia è più pesante l’impatto della crisi sull’occupazione, che resta invariata, in controtendenza all’area euro nel periodo tra secondo trimestre 2013 e primo trimestre 2015. Nel documento si legge che due grandi economie dell’Eurozona, Germania e Spagna, hanno contribuito per quasi due terzi all’incremento complessivo del numero di occupati europei, con apporti pari rispettivamente a 592 mila e 724 mila unità. Al contrario i livelli occupazionali di Francia e Italia sono aumentati, nell’ordine, di appena 190 mila e 127 mila unità, pari all’incirca al 15% del rialzo per l’insieme dell’area dell’euro. La Germania mostra adesso un’occupazione superiore del 5% ai livelli pre-crisi(seconda soltanto a Lussemburgo e Malta), mentre il dato per la Spagna resta inferiore del 15% al picco toccato prima della crisi, nonostante la forte ripresa osservata di recente.

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