Strasburgo condanna Italia per sangue infetto

Per la Corte europea dei diritti umani lo Stato italiano deve pagare oltre 20 milioni di euro a 889 cittadini colpiti da vari virus dopo trasfusioni o interventi chirurgici.

Sangue infettoLa Corte europea dei diritti umani ha condannato lo Stato italiano a risarcire 889 cittadini infettati da vari virus(AIDS, Epatite B e C) attraverso le trasfusioni di sangue che hanno effettuato durante un ciclo di cure o un’operazione. Il totale dei risarcimenti supera i 20 milioni di euro.

Alla base della decisione di rivolgersi alla Corte di Strasburgo, la tesi secondo la quale lo Stato italiano avrebbe violato i loro diritti introducendo nel 2012 dei criteri che gli impediscono di essere risarciti. Gli indennizzati sono cittadini italiani nati tra il 1921 e il 1993 che vivono tra Italia e Australia. In base a quanto stabilito dai giudici di Strasburgo, l’Italia avrà sei mesi di tempo da quando la sentenza sarà definitiva per “stabilire una data inderogabile” entro cui si impegna a pagare le somme dovute. Quella di oggi non è la prima sentenza di Strasburgo favorevole alle vittime dello scandalo: nel 2013 anni fa la Corte europea dei diritti umani aveva dato ragione a 162 ricorrenti italiani, infettati a seguito di trasfusioni di sangue e prodotti derivati, riconoscendo loro la rivalutazione annuale adeguata al costo della vita dell’indennità complementare percepita a seguito di quella vicenda.

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