Corte dei Conti: Ripresa debole, aumentare IVA

Il Rapporto 2016 sul coordinamento di finanza pubblica suggerisce di riequilibrare il prelievo aumentando quello sui consumi.

Corte dei Conti consiglia di aumentare l'IVA“La ripresa dell’economia italiana è ancora debole e sul trend del 2016 gravano incertezze, alimentate dal rallentamento degli scambi internazionali e dalla turbolenza dei mercati finanziari”. Questo è quello che scrive la Corte dei Conti nel rapporto sul coordinamento della finanza pubblica.

Da una parte sembra che l’Italia sia uscita dalla fase recessiva, dall’altra la ripresa, ancora debole, può trovare difficoltà a consolidarsi, anche per la sua caratteristica di asincronia ciclica rispetto ai principali partner. La Corte dei Conti suggerisce di aumentare l’IVA per finanziare gli annunciati tagli di Ires e Irpef senza rischiare effetti distorsivi sull’economia. Il motivo? In Italia il rendimento dell’imposta non raggiunge il 6% del PIL, il livello più basso fra i Paesi UE. L’aumento dell’IVA sarebbe fino a un massimo del 13% per l’aliquota oggi al 10% e fino al 25,5% per quella al 22%. In pratica, un’altra mazzata per i poveri consumatori. I magistrati contabili stimano poi una significativa dilatazione delle agevolazioni fiscali, salite a 799, con una perdita di entrate di 313 miliardi di euro. Il rapporto debito/PIL è stimato al 123,7% nel 2018, ma la Corte segnala la centralità del debito per la fiducia dei mercati e calcola che la recessione ha comportato un aumento del debito di 30 punti sul PIL. L’Italia è al secondo posto UE quanto a prelievo gravante sui redditi da lavoro con il 42,8%, quasi otto punti oltre la media europea. Il nostro Paese è al terzo posto per il prelievo sui redditi d’impresa, circa il 26% ossia ben oltre il 50% della media UE.

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