Corte UE: Migranti in Paesi terzi sicuri

La Corte di Giustizia Europea si è espressa sul caso riguardante un cittadino pachistano, entrato illegalmente in Ungheria dalla Serbia.

MigrantiI migranti sono dei pacchi postali? Si, nell’Europa dei burocrati in giacca e cravatta. Un migrante pakistano richiedente asilo, è stato fermato in Repubblica Ceca e rimandato in Ungheria, Paese di primo ingresso in UE. Ma non finisce qui. Gli ungheresi a loro volta lo hanno rimandato in Serbia, Paese da cui era arrivato. Rispedito al mittente come si fa con i pacchi postali senza destinazione.

Il “caso” del migrante pakistano Shiraz Baig Mirza è finito alla Corte di Giustizia UE. Oggi(17 marzo) è arrivata la sentenza. La Corte scrive: “Il regolamento Dublino III consente agli stati membri di inviare un richiedente protezione internazionale in un Paese terzo sicuro, indipendentemente dal fatto che si tratti dello stato membro competente per l’esame della domanda o di un altro stato membro”. A poche ore dall’apertura del difficoltoso summit che dovrebbe definire un accordo con la Turchia sulla gestione dei profughi, la sentenza apre alla possibilità che l’Unione Europea possa respingere in massa verso il territorio turco i richiedenti asilo che arrivano in Grecia. Lussemburgo precisa, però, che il diritto dell’aspirante rifugiato a ottenere una decisione definitiva sulla sua domanda di protezione, “non comporta né che lo Stato membro competente sia privato della possibilità di dichiarare la domanda irricevibile” e né che gli venga “imposto di riprendere l'esame della domanda a una fase particolare della procedura”.

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